La manifestazione
«Salvate la Palp e il litorale»
A rischio 18 posti di lavoro e soprattutto servizi essenziali: dal soccorso del 118 alla guardia medica, dai servizi interni all’ospedale a quelli infermieristici
MARINA DI PISA. La bandiera con il delfino, simbolo della Pubblica assistenza del Litorale pisano (Palp), deve continuare a sventolare. È un «grido di aiuto» quello lanciato ieri dall’associazione con un sit-in di fronte alla sede di Marina. «Abbiamo bisogno di risposte concrete – ha detto Simona Rindi, presidente del centro commerciale naturale di Marina e volontaria dell’associazione – altrimenti rischiamo di chiudere e non esistere più». Prima il Covid, che ha messo in difficoltà tantissime realtà e nel caso della Palp si è concretizzato in un debito di 390mila euro. Poi la nuova legge nazionale sul Terzo settore che, spiega Rindi, «toglie alle associazioni la personalità giuridica per mancanza di patrimonio. I consiglieri volontari della Pubblica assistenza che si candidano, in caso di debiti, rischiano i propri beni». E il tempo ormai sta per scadere. Il 28 giugno ci sarà l’assemblea per costituire la Commissione elettorale dell’associazione. Per questo «vogliamo delle risposte entro venerdì. Tutte le istituzioni devono applicare una buona politica per salvare un presidio fondamentale per la comunità», ha detto Rindi. A rischio ci sono infatti i servizi che la Palp ha sempre garantito: dal soccorso del 118 alla guardia medica, dai servizi interni all’ospedale a quelli infermieristici, al Banco alimentare, che sul litorale sostiene circa 40 famiglie bisognose. Senza dimenticare i posti di lavoro, con 18 dipendenti, oltre ai tanti volontari. E la proposta per salvare la Palp c’è: in pratica «raccogliere un minimo di 15mila euro – spiega Rindi – e aprire una nuova associazione, riacquistando la personalità giuridica. Con il Comune di Pisa che deve impegnarsi a darci finalmente il comodato d’uso gratuito dell’immobile». Un appello che, almeno ieri, è stato raccolto dalla politica “bipartisan”. «Domani (oggi, ndr) – promette Maurizio Nerini, consigliere comunale per FdI ed ex consigliere della Palp – possiamo provare a portare una mozione urgente in consiglio comunale che riassuma e tenga conto della situazione. Penso sia qualcosa di “votabile” da tutti». Un’azione da fare «insieme» al lato “opposto” del consiglio, ossia con Ciccio Auletta, capogruppo di “Diritti in Comune”: «Il patrimonio pubblico – ha detto – si dà a chi lo utilizza a vantaggio della cittadinanza. Non ci deve essere nessun salto nel vuoto. Bisogna togliere l’immobile dal Piano delle alienazioni prima che l’associazione chiuda, in modo da dare una prospettiva reale». Alienazione che, risponde Neri, «era già stata tolta. Manca ora l’affidamento». A «vigilare» sul nuovo impegno Sinistra Italiana, come sottolineato da Luigi Sofia. Presenti anche Patto civico e Sinistra civica Ecologista. l
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