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Pisa

Potente, dannata e sconosciuta Pisa come non l’avete mai letta

Potente, dannata e sconosciuta Pisa come non l’avete mai letta

Il racconto di Costanzo, fatto con la testa e con il cuore, della Regina dei mari

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PISA. Elegante copertina blu oltremare e caratteri in oro, è in libreria il nuovo lavoro di Sergio Costanzo, scrittore, sportivo, appassionato di storia e curatore di una fortunata rubrica dedicata alla storia pisana su Il Tirreno. Si intitola “Da Zero a Mille” (Campano Edizioni). E per saperne di più abbiamo incontrato l’autore.

Questa volta, quale è stata la scintilla che l’ha portata a scrivere?

«Di Pisa si sa poco. Fu Repubblica Marinara, vinse contro Amalfi, perse con Genova, fu conquistata da Firenze. Tutto qua, è ciò di cui dobbiamo accontentarci. Questo libro nasce dalla voglia, direi il bisogno, di conoscere di più e dalla necessità di far riemergere dal passato la storia di Pisa volutamente nascosta».

Storia di Pisa nascosta? Il libro porta anche un sottotitolo “Della memoria dannata di Pisa”. Ci spieghi meglio?

«La notizia della sconfitta alla Meloria nel 1284, arrivò velocemente a Firenze e fu convocato il Collegio dei Sindaci. Si illusero di conquistare facilmente Pisa, fiaccata dalle gravi perdite e stilarono un documento programmatico “Della rovina di Pisa”. Ci riuscirono soltanto nel 1406, dopo 120 anni. Pisa fu rovinata. Gli archivi e i documenti furono bruciati, la storia di millenni cancellata, perché di Pisa nessuno doveva più parlare. La sua memoria fu dannata nei secoli».

Ma allora, ci aiuti a capire meglio, esiste una storia di Pisa ancora sconosciuta?

«Sì, e con questo libro propongo una riscoperta del passato, dall’atto della fondazione all’anno Mille. Una narrazione semplice che tenta, legando gli episodi così come si costruisce un filo di perle, la ricostruzione della storia di Pisa e del fondamentale ruolo che ebbe nelle varie epoche».

Quindi sta dicendo che Pisa fu una città importante anche nei tempi antichi?

«Pisa non fu importante, fu fondamentale. Mentre i popoli si affannavano nella conquista di terre, Pisa fece del mare il proprio regno. Inattaccabile, isolata dai monti e protetta da una laguna, fu per millenni il punto di arrivo e di partenza di uomini e merci da e per l’Africa e per l’Oriente, senza contare il ruolo a difesa degli alleati. Ma sui libri di scuola troppe cose non sono state scritte».

Per esempio?

«Ricordate Roma contro Cartagine? Nel 218 a.C. Pisa, città-stato indipendente, non avrebbe mai permesso ai cartaginesi di sbarcare sulle coste e fece uscire dal porto 50 quinquiremi, navi enormi. La flotta nemica fuggì e un anno dopo, per tentare di fermare Annibale prima che valicasse le Alpi, Pisa aiutò Roma fornendo le navi per imbarcare due legioni agli ordini di Scipione».

Quale episodio o personaggio storico l’ha particolarmente impressionata?

«Ho adorato Teodorico, re ostrogoto che commissionò a Pisa la costruzione di mille navi per portare in Italia il grano d’Africa. Mille navi e le pagò tutte! Ma anche Carlo Magno che da Pisa faceva partire le sue ambascerie per le corti del Califfo al Rashid a Baghdah».

Cosa si aspetta da questo libro?

«Che tutti lo leggano, percepiscano, comprendano, affinché un sentimento di appartenenza sorga e porti tutti ad amare e rispettare di più questa nostra grande Pisa, la Regina dei Mari».

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