Il dolore
Pisa, la denuncia: ciclabile insicura nella zona di Porta a Mare
Dopo due incidenti, di cui uno mortale, la Fiab scende in campo a Porta a Mare per spiegare con un originale flash mob come migliorare il transito dei ciclisti
PISA. Sono proprio loro, gli attraversamenti nella zona di Porta a Mare, «l’anello debole» della Ciclopista del Trammino, la tratta ciclabile che collega la città al suo litorale. Due i problemi principali, a volte legati tra loro: una scarsa visibilità e aree non destinate al parcheggio “invase” dalle automobili in sosta. A segnalare criticità e sollecitare una maggiore sicurezza il flash mob organizzato ieri dalla Fiab. Partenza dall’attraversamento di fronte alle Mura in via di Porta a Mare, teatro lo scorso autunno di un incidente mortale in cui perse la vita una ciclista tedesca, travolta da un automobilista senza patente. Qui, spiegano per la Fiab Ula Kowalska-Pratelli e il vicepresidente Carlo Carminati, «c’è un problema specifico di sosta abusiva. Spesso alcune macchine parcheggiano sul marciapiede a ridosso dell’attraversamento pedonale (lato opposto alle Mura). Questo copre l’arrivo dei ciclisti che arrivano dal mare, riducendo la visibilità in un punto in cui ci sarebbe». Migliorabile la segnaletica, soprattutto quella verticale, dove «manca l’indicazione che si tratta di un attraversamento anche ciclabile. La segnaletica orizzontale è invece corretta, ma se fosse rossa e magari rialzata sarebbe ancora più visibile. Un’altra opzione – continua la Fiab – è quella di realizzare un’isola centrale: si restringe così la carreggiata (diminuendo la velocità delle auto), si evita la sosta nei punti critici e l’attraversamento diventa ancora più sicuro per i ciclisti, che possono concentrarsi su un lato alla volta».
Si arriva poi all’incrocio della Ciclopista con via di Balduccio, dove un automobilista ha investito una ciclista nel maggio del 2021. Qui il problema della visibilità è strutturale. «Su un lato – spiega Carminati – manca del tutto la mutua visibilità tra i ciclisti che vengono dalla città lungo via Conte Fazio e le auto che arrivano allo stop. La causa è il marciapiede troppo stretto». E allora come rendere questo punto più sicuro? A dimostrarlo alcuni conetti rossi e gialli, che hanno disegnato un possibile allargamento (rialzato) del marciapiede a ridosso dell’incrocio. «Così il ciclista – puntualizza Carminati – ha più tempo per affacciarsi sulla strada, mentre l’automobilista lo vede prima». Ovviamente nemmeno qui si fa mancare la sosta abusiva su ambo i lati, che diminuisce ancora di più la visibilità e restringe il tratto di carreggiata proprio a ridosso dell’attraversamento, costringendo le auto ad avvicinarsi al punto in cui le bici sono meno visibili. «Altra criticità – conclude Carminati – riguarda l’attraversamento a La Vettola, dove la pensilina della fermata dell’autobus lo rende poco visibile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
