Gioco
Arci, ambientalisti e sinistra coro di no contro l’arrivo dei militari
Incontro all’Albero del Pepe: perplessità sui modi della comunicazione
PONTEDERA. «Non sopra le nostre teste e comunque né a Pontedera né a Pisa o altrove». E' un secco “no” all'ipotesi di base militare in città quello espresso giovedì dalla folta platea che ha gremito il circolo Arci Albero del Pepe, tanto da costringere parte dei presenti a seguirsi gli interventi in strada. Il primo appuntamento chiamato in fretta e furia per coordinare le forze del fronte dei contrari, fra associazioni, esponenti dell'Arci, partiti e liste civiche, sindacati di base e semplici cittadini, ha avuto parole chiare contro la prospettiva (o come molti la stanno chiamando in queste ore “la suggestione”) di spostare il progetto di Coltano fra Santa Lucia e la Tenuta Isabella.
«Non si tratta solo di tutelare un parco – ha detto Andrea Fascetti, del circolo. – Ma di improntare lo sviluppo di un territorio secondo prospettive sostenibili, di pace, che limitino la cementificazione e non passino sopra la popolazione». Il tema della poca trasparenza è stato al centro di quasi tutti gli interventi e riecheggia oggi nelle parole rilasciate a fine dell'assemblea: «molto grave – scrive il neonato nodo pontederese del movimento – il venire a conoscenza di sopralluoghi avvenuti nelle settimane scorse in città, da parte di forze dell'ordine e comune, mentre si tenevano tutti all'oscuro».
Atteggiamento che «da anni allontana sempre più i cittadini dalle istituzioni» come hanno segnalato il naturalista Alessandro Spinelli e Stefano Petroni, già esponente del Forum Acqua, ma che riguarda anche l'opportunità di decidere altrimenti come spendere i soldi: «190 milioni di euro di un fondo dedicato alla ripartenza economica – ha dichiarato Danielle Vangieri», del Prc. Presenti, in forze, anche vari esponenti della lista Progetto Pontedera, la cui assessora Carla Cocilova giovedì scorso è stata protagonista di un feroce scambio di “note” col primo cittadino, a cui la formazione politica ha minacciato di togliere l'appoggio. Unico intervento fuori dal coro (fra qualche fischio) quello del segretario del Pd Francesco Papiani: «ad oggi non esiste un progetto dettagliato per Pontedera» ha dichiarato «non ci sono sufficienti elementi per dichiararsi contrari. Non possiamo escludere benefici economici per le frazioni». Parole che hanno scatenato il dibattito in una platea che nelle sue varie anime combatte il progetto in nome di una visione “di sistema”, contro la «lievitazione delle spese militari» a scapito del welfare, come segnala Arci, ma anche «contro la cementificazione selvaggia in un territorio già vessato da una concentrazione di impianti di smaltimento di rifiuti che non ha eguali» come scrive oggi Legambiente. Fra il pubblico, in seconda serata, anche la storica esponente Pd ed ex assessora Daniela Pampaloni, che raggiunta al telefono ieri, anche in qualità di presidente della Fondazione Idana Pescioli, si dichiara «assolutamente contraria al progetto». «Come Fondazione promuoviamo la nonviolenza fra i ragazzi, ma parlo anche come cittadina – dice – Non si capisce come mai si debba volere un tale carico urbanistico, mentre le nostre frazioni necessitano di rigenerazione. Resto una militante Pd, ma mi manca l'epoca in cui questioni così importanti non venivano presentate sui social, senza alcuna discussione». Diverso il parere del vicesindaco Alessandro Puccinelli “Pontedera in Comune”. «Valutiamo con grande interesse questa opportunità – dice la cosiddetta lista “arancione” – Che potrebbe permettere di superare la tanto ambita quota 30mila abitanti, offrire maggiori opportunità di crescita per altri servizi essenziali come l'ospedale oltre che portare ricchezza per le attività commerciali ed economiche del territorio».
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