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Pisa

Unione Industriale Pisana, il suo primo secolo di vita

Unione Industriale Pisana, il suo primo secolo di vita

La nascita il 7 giugno 1922 con un ’attività basata su sette sezioni. Dal ruolo nel Dopoguerra ai rapporti con l’Ateneo e il territorio

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PISA. Nel censimento industriale del 1911, quella di Pisa è tra le province più industrializzate d’Italia. Accanto a un’industria di grandi dimensioni prendono corpo e si consolidano attività imprenditoriali di minori dimensioni ancorate al mercato locale e in molti casi anche a quelli nazionale e internazionale.

Una situazione del genere stimolava la creazione di un’associazione per rappresentare un comparto industriale in costante crescita e che mediasse tra tipologie d’impresa differenziate.

Nasce così il 7 giugno 1922 l’Unione Industriale Pisana, che oggi al Teatro Verdi celebra questo prestigioso traguardo con associati e autorità.

Strutturata inizialmente sulla base di sette sezioni (metallurgia, meccanica e navale, chimica, tessile, laterizi, legno, vetro), l’associazione diventa subito un punto di riferimento per gli imprenditori della provincia e prosegue in un cammino di crescita che la porta a rappresentare 1.381 aziende (21.324 dipendenti) nel 1928, 1.567 aziende (22.833 dipendenti) nel 1930 e, due anni più tardi, 1.573 aziende (23.214 dipendenti).

Un grande impulso alla nascita e alla diversificazione dell’industria arriva dallo stretto rapporto tra imprese e Università di Pisa che un importante contributo dà alla nascita e al radicamento del settore farmaceutico.

Dopo la grande depressione degli anni Trenta e dopo la guerra, si registra la ripresa in parallelo con la presidenza di Harry Bracci Torsi: nel 1944 le aziende associate sono 251, con circa 4mila dipendenti complessivi, mentre nel dicembre 1948 diventano 694, con circa 14mila dipendenti.

Nonostante la ripresa, tra gli anni Cinquanta e Sessanta il numero delle aziende associate decresce lievemente, ma si apre una stagione di tensioni sociali nella quale l’Unione, attraverso i suoi presidenti, si ritaglia un significativo ruolo di mediatore entrando nelle dinamiche territoriali.

Con la lunga presidenza di Luigi Buoncristiani, l’Unione Industriale sarà anche protagonista nella progettazione urbanistica dei Comuni, come nel caso di Vecchiano, per la realizzazione nel 1969 di “Migliarino Industriale”, una zona baricentrica tra Pisa e Lucca, all’incrocio di importanti canali di traffico che favoriscono evidentemente le capacità attrattive della zona.

Un anticipo di quello che sarà, negli anni successivi, il confronto con gli enti locali per consolidare il patrimonio infrastrutturale, già allora considerato insufficiente a soddisfare le esigenze dell’industria. Una storia che ritorna e che resta di grande attualità.

L’impulso dell’Unione sarà rilevante per arrivare alla conclusione dei lavori della Sgc Fi-Pi-Li, alla riattivazione del canale dei Navicelli e della Darsena Pisana, e per avviare la costruzione dell’autostrada Tirrenica.

Negli anni Settanta, la crescita della produzione del comparto manifatturiero pisano conferma come settori dominanti, sotto il profilo occupazionale, quelli di cuoio, calzature, abbigliamento (con 16mila dipendenti), metalmeccanico (oltre 13mila dipendenti) e legno (9mila dipendenti), con il calzaturiero che traina il movimento legato all’export.

Si consolida ancora di più la volontà dell’Unione di rafforzare il rapporto università-industria, per estendere anche ad altri settori il proficuo rapporto che nel passato si era instaurato tra la ricerca medica e l’industria farmaceutica.

Un importante traguardo si raggiunge negli anni Ottanta: la competitività dei prodotti delle imprese pisane sui mercati esteri si conferma superiore alla media toscana: nel 1988 le esportazioni aumentano del 7,5% (rispetto al 4% della regione), grazie soprattutto ai settori della concia, dei mezzi di trasporto e, in parte, del mobilio.

Il decennio dei Novanta si apre con una fase di crisi generale dell’industria italiana e con la perdita di 20mila posti di lavoro, ma quella pisana reagisce incrementando l’export. S ono gli anni in cui si raccolgono i frutti della presidenza Buoncristiani proseguiti da quella di Alessandro Barberis, che guida l’Unione nel rafforzamento della Piccola e Media Impresa.

Dopo la presidenza di Giuseppe Barsotti viene poi eletto Pierfrancesco Pacini, negli anni 2000, con il quale l’Unione inciderà invece nella creazione di un’alleanza tra amministrazioni locali, organizzazioni datoriali, università e imprese per attrarre insediamenti di aziende high-tech e la ricerca di nuovi mercati, avviando importanti progetti di internazionalizzazione delle imprese.

Gli anni più recenti, segnati dalla pandemia, hanno visto l’associazione guidata da Patrizia Alma Pacini, che ha preso il testimone da Federigo Federighi, con l’associazione impegnata in azioni di sostegno alle imprese.

In parallelo è proseguita la sottoscrizione di accordi con le istituzioni pubbliche locali e regionali per la riqualificazione della zona industriale-artigianale di Ospedaletto, alle porte di Pisa, il potenziamento di alcune opere infrastrutturali fondamentali per il rilancio dell’industria provinciale: dalla riqualificazione della Strada di grande comunicazione Fi-Pi-Li al rafforzamento del collegamento ferroviario tra Pisa e Firenze, dal completamento dell’autostrada Tirrenica alla realizzazione di infrastrutture digitali per un’industria sempre più al passo con i tempi.l

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di Redazione web