Gioco
Un trattore apre il corteo Coltano difende la sua storia
Manifestazione con migliaia di persone nei luoghi simbolo Il comitato: no ai militari negli edifici. “Diritti”: un messaggio forte e netto
PISA. Ha “toccato” tutti gli edifici storici e culturali di Coltano, dalla Villa Medicea alla Stazione Marconi, che potrebbero finire nel progetto di realizzazione di una base “diffusa” denunciandone l’abbandono e i “responsabili” dello stato di degrado. Ha “segnalato” con decine di cartelli tutte le infrastrutture militari presenti sul territorio pisano, ma anche tutte le infrastrutture che potrebbero essere realizzate per esaltare e sviluppare il “ruolo” di borgo agricolo.
La manifestazione che ha attraversato ieri pomeriggio Coltano ha concentrato poi l’attenzione nell’area dell’ex centro radar, quella originariamente individuata per la realizzazione di una cittadella militare destinata ai reparti speciali dell’Arma dei carabinieri. Quattro fumogeni accesi in contemporanea hanno “disegnato” il perimetro che il Dpcm firmato lo scorso gennaio dal premier Mario Draghi aveva destinato alla costruzione di edifici amministrativi, addestrativi e abitativi per gli 800 uomini del Gruppo intervento speciale (Gis) , del 1º reggimento paracadutisti “Tuscania” e del Centro cinofili.
Un no, quello alla costruzione della base, “urlato” da migliaia di persone che si sono riunite in quella che è stata una delle più grandi e partecipate manifestazioni degli ultimi anni a Pisa. Aperta da un trattore, simbolo del lavoro e dell’agricoltura che caratterizza il borgo, e da decine di piccoli cartelli raffiguranti un gufo, diventato l’emblema del Comitato per la difesa di Coltano, uno dei tanti animali presenti nel borgo da tutelare.
«Il Comitato per la difesa di Coltano ringrazia le svariate migliaia di persone e tutte le associazioni (politiche, sindacali, sociali, ambientali) che hanno dato vita ad una manifestazione straordinaria – sottolinea il Comitato nato alcune settimane fa per opporsi alla costruzione della base a Coltano –. Il corteo lunghissimo, colorato e pacifico, sempre rispettoso dell’ambiente, è stato aperto dagli striscioni del Comitato e si è snodato tra la Villa Medicea, la Stazione Marconi e l’area ex centro radar, ribadendo un fermissimo no all’utilizzo a fini militari di qualunque area di Coltano e degli edifici storici, e una netta opposizione al consumo del suolo».
Una marcia popolare, quella di ieri, composita e variegata, e attraversata da migliaia di persone e da decine di vertenze locali, regionali e nazionali.
«È un forte messaggio quello che questo popolo lancia e che non può rimanere inascoltato – sottolinea Ciccio Auletta, capogruppo di Diritti in comune –. Migliaia e migliaia di persone non solo chiedono di togliere Coltano da ogni piano di realizzazione della base, ma che né sul territorio pisano, né su altri territori del Paese venga costruita una base militare. È un popolo che dice basta alle spese militari e a un’economia di guerra, e di destinare tutte le risorse che oggi si vorrebbero investire in questa enorme colata di cemento nelle emergenze che Pisa e l’intero Paese stanno vivendo: occorrono scuole sicure, alloggi popolari e un rafforzamento della sanità, non nuovi presidi o basi militari».
Una manifestazione, quella di ieri, che corrisponde al battesimo del movimento No base. Il primo, vero appuntamento del movimento nato poco più di un mese fa per opporsi alla realizzazione della base che equivale all’inizio di una mobilitazione che vedrà la seconda tappa nell’organizzazione di una manifestazione per il prossimo 8 giugno, quando a Roma il tavolo istituito dal ministro della Difesa per la ricerca di soluzioni alternative a Coltano si riunirà per la prima volta.
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