Attenzione
Sciopero, i driver di Amazon fermano furgoni e consegne
Domani lo stop: «Condizioni di lavoro insostenibili»
PISA. Rivendicano condizioni di lavoro sostenibili e mettono sotto accusa l’organizzazione di turni, orari e carichi lavorativi che, in alcuni casi, raddoppiano rispetto a quanto previsto dai contratti di appalto che regolamento il servizio. I furgoni resteranno parcheggiati e i pacchi, per un giorno, rimarranno in magazzino. I driver pisani di Amazon incrociano le braccia e per l’intera giornata saranno a rischio le consegne a domicilio di merce acquistata su internet.
I quasi 250 lavoratori delle ditte esterne che assicurano il servizio di distribuzione del colosso dell’e-commerce nelle province di Pisa, Livorno e Lucca domani si fermeranno nell’ambito di uno sciopero dell’intera giornata proclamato da Filt-Cgil e Uiltrasporti per contestare quelle che le organizzazioni sindacali definiscono «condizioni di lavoro inaccettabili». A finire sotto accusa sono ancora una volta i carichi lavorativi. Una media di 170-180 pacchi da consegnare in circa otto ore e mezza. «Un tempo di lavoro in cui sono inclusi i tragitti da coprire, il traffico, inconvenienti di ogni tipo sulle strade e il tempo materiale per effettuare una consegna – spiegano i sindacati –. Quello accettabile sarebbe un numero che si aggira sulle cento consegne al giorno. Siamo invece di fronte a un continuo boom di acquisti online e di un numero di pacchi da consegnare che cresce giorno dopo giorno».
Motivo che già nel marzo dello scorso anno portò i driver pisani a incrociare le braccia e avviare una mobilitazione che sfociò nel primo, storico sciopero italiano in Amazon e che ha dato vita a una “fuga” dei lavoratori dalle ditte in appalto alimentando un turnover patologico.
La giornata di protesta sarà accompagnata da un presidio nei pressi del centro di smistamento della multinazionale statunitense di Montacchiello. «Negli ultimi mesi, i rapporti con le aziende fornitrici e la loro rappresentanza datoriale (Assoespressi) sono stati caratterizzati da una lunga scia di segnalazioni, incontri e confronti, concentrati soprattutto sulla criticità dei carichi di lavoro senza che all’orizzonte si profili la possibilità di raggiungere un’intesa che assegni condizioni di lavoro più sostenibili e che crei condizioni per una maggiore armonia con la vita familiare – concludono Filt-Cgil e Uiltrasporti –. A ciò si aggiungono anche trattamenti economici e normativi non allineati con le previsioni contrattuali soprattutto per quanto riguarda permessi, integrativi e franchigie».l
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