Il Tirreno

Pisa

Salma parcheggiata in un deposito per due giorni prima del funerale

Pietro Barghigiani
L’obitorio del S. Chiara è inagibile e il carico ricade su Cisanello
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L’obitorio del S. Chiara è inagibile e il carico ricade su Cisanello

La protesta di una familiare: «I defunti sono trattati come pacchi» 

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PISA. Un “ritardo” di mezz’ora. Sono bastati trenta minuti fuori orario per innescare una sequela di disservizi che ha costretto i familiari di una defunta a non vederla da sabato, giorno del decesso, a lunedì mattina.

L’unica concessione è stata la visita di un’ora domenica mattina. Motivo? L’ufficio di stato civile il sabato è aperto dalle 9 alle 12 e non ci sono reperibilità nei festivi. E la signora, una pensionata di 74 anni, residente a Fauglia, è venuta a mancare sabato alle 12, 30 all’ospedale di Cisanello. La chiusura dell’ufficio ha messo a nudo un nervo scoperto che molte famiglie hanno imparato a conoscere in prima persona. Un’afflizione ulteriore in un momento in cui si richiederebbe una dignità anche nella scomparsa.

All’obitorio di Cisanello non ci sono spazi adeguati per allestire le cappelline del commiato. Manca un luogo in cui ricomporre la salma e dare la possibilità ai familiari di stare vicini al defunto in un momento di dolore privato.

Al contrario a Cisanello c’è uno stanzone con due tende che dividono l’ambiente in tre “cappelline”. Ad oggi funzionano solo per un’ora di visione poi le salme vengono trasferite in un deposito, dove poi escono per essere esposte nelle cappelline delle singole onoranze funebri o per altre sistemazioni.

La nuora della pensionata deceduta a Cisanello si è imbattuta in una doppia congiunzione negativa. Prima l’ufficio chiuso in Comune, poi l’opinabile ospitalità delle salme all’obitorio.

Afferma la signora: «Sabato è venuta a mancare mia suocera all’ospedale di Pisa. Dopo le varie procedure post mortem ci è stato comunicato che non era possibile più vederla fino alla mattina successiva. Inoltre, ci hanno comunicato che non era possibile portarla a casa sua Fauglia perché non c’era nessun impiegato del Comune di Pisa che nei giorni festivi poteva rilasciare il nullaosta per spostare la salma nel nostro comune. Domenica ci è stato possibile vedere la nostra cara per un’ora poiché non c’erano posti disponibili nell’obitorio di Pisa. Dopodiché è stata spostata in un deposito come un pacco. Non ci è stato possibile fargli una veglia funebre, né amici e parenti hanno potuto darle un ultimo saluto. Ho scritto anche una mail al sindaco di Pisa ma ancora non ho avuto una risposta e forse non l’avrò mai. Mi chiedo dove sia la compassione, dove sia l’umanità per un momento così di dolore per la perdita di una persona cara. Mi chiedo come sia possibile che non ci sia nessun impiegato o altra figura che nei giorni festivi possa in qualche modo svolgere questa funzione che in altri ospedali della provincia funziona diversamente come a Pontedera».

La salma ha lasciato l’obitorio alle 11, 30 di lunedì, a quasi 48 ore dal decesso. Parcheggiata in un deposito.l


 

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