Il Tirreno

Pisa

«Riorganizzare gli spazi militari in città». Il sindaco “scalda” l’incontro al ministero

Francesco Loi
Il sindaco a Firenze
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Il sindaco a Firenze

Dopo lo stop a Coltano il confronto si sposta a Roma: in ballo la caserma Bechi Luserna (e anche la Stazione Marconi) 

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PISA. Una partita si è chiusa. La cittadella dei reparti speciali dei carabinieri non si farà a Coltano. O almeno non certo su 73 ettari. Ma un’altra si apre. E urbanisticamente ha un peso rilevante per le prospettive della città. Dall’incontro di Firenze nella caserma Baldissera il centro della questione si sposta a Roma, dove il 12 maggio il sindaco Michele Conti avrà un faccia a faccia con il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

E lì le domande di fondo dovrebbero iniziare ad avere una risposta. Se non a Coltano (o tutti a Coltano) dove andranno i reparti speciali dei carabinieri? E cosa ne sarà, in questo risiko, di caserme e spazi militari nel territorio comunale? «Sarà lunga e sarà una specie di sfida a scacchi», si dice a Palazzo Gambacorti.

«Confermo la mia contrarietà all’intervento proposto in quel luogo con quelle dimensioni, i carabinieri hanno confermato la disponibilità a rivedere il piano in chiave riduttiva, riallocando altrove alcune attività», dice Conti. Questa è la premessa. Perché i risvolti cittadini sono legati alle scelte della Difesa. E infatti il sindaco ha già chiesto all’Arma e lo ribadirà a Guerini «se ci sia modo di ospitare le nuove strutture limitando al massimo il consumo di suolo, puntando sulla rigenerazione urbana. Solo sciogliendo questi nodi nel tempo, visto che quella di oggi (ieri, ndr) è stata una riunione interlocutoria, si potranno valutare proposte alternative, utilizzando per esempio strutture militari già esistenti come il Cisam o le caserme in città. Ma questo è un argomento che sottoporrò al ministro della Difesa nell’incontro già fissato per il 12 maggio».

A Guerini, Conti chiederà «come intende razionalizzare e organizzare la presenza di strutture e reparti militari in città. Cosa succederà alla Gamerra (Smipar), caserma che accoglieva 3-4mila militari ai tempi della leva e che ora sembra sottoutilizzata? Che destino hanno le altre caserme anche in rapporto alla base di Camp Darby che sembra essere potenziata?».

Non lo dice espressamente il sindaco, ma uno dei nodi sarà il futuro della caserma Bechi Luserna sull’Aurelia. Perché anche per questa amministrazione di centrodestra, come per le precedenti di centrosinistra, sarebbe importante disporne per attrezzarci il nuovo terminal turistico. Ma non solo caserme. Perché nella partita, che coinvolge anche la Regione, possono rientrare anche i beni culturali di Coltano (a cominciare dalla Stazione Marconi) che da tempo si vorrebbero recuperare e valorizzare. «Mi riprometto, dopo l’incontro con il ministro, di organizzare un’assemblea pubblica in città – conclude il sindaco – per condividere con la cittadinanza lo stato attuale dei fatti».



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