Il Tirreno

Pisa

Pisa, i ristoranti del litorale non trovano personale

Alessia Magrini, Maria Libera, Angelo Raffaele e Patrizia Giacobbe
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Alessia Magrini, Maria Libera, Angelo Raffaele e Patrizia Giacobbe

Cartelli alle vetrine, poche risposte. Il “Gulliver”: cerchiamo un aiuto cuoco e due camerieri ma non ci sono candidati

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TIRRENIA. “Cercasi personale”. Il cartello con l’offerta di lavoro è affisso sulla porta a vetri del locale, ma in una settimana non si è presentato nessuno. Anche il ristorante-pizzeria Gulliver di Tirrenia, realtà molto conosciuta sul litorale, con alle spalle una storia lunga 47 anni, in questi giorni tocca con mano un fenomeno che sta investendo tutto il mondo della ristorazione italiana, ovvero la carenza di personale da impiegare nella stagione estiva.

«In tanti anni di lavoro – dice Patrizia Giacobbe, la titolare – è la prima volta che mi ritrovo a non valutare nessuna candidatura. La mia attività non ha mai sfruttato nessuno, i nostri contratti sono stati sempre regolari e alla luce del sole. Evidentemente lavorare nei mesi estivi non interessa più a nessuno. Un tempo si facevano avanti anche studenti universitari, il nostro personale viene impiegato la sera, e quindi permette ai giovani di poter continuare a svolgere di giorno la loro principale attività, ma le posizioni aperte restano lì, senza un minimo di interesse e le settimane volano via e la stagione sta entrando sempre più nel vivo».

Patrizia Giacobbe, che gestisce Gulliver insieme alla cognata Alessia Magrini, chef del locale, è alla ricerca di un aiuto cuoco e di due camerieri. «Per far fronte all'emergenza – dice ancora l’imprenditrice – ci stanno dando una mano i miei genitori, ma non sono più giovanissimi, e a me farebbe piacere offrire un’opportunità di lavoro a qualche giovane, ma diventa sempre più difficile reperire candidati».

Una situazione che a Tirrenia è sotto gli occhi di tutti. Basta passeggiare nella piazza centrale e leggere i cartelli affissi sulle porte di più attività. «Come ristoratori siamo in diversi a cercare personale – continua Giacobbe – ma senza successo, tanto che tra di noi imprenditori abbiamo messo su una sorta di passa parola per vedere di far fronte all’emergenza, ma al momento senza risultati concreti. Anche lo scorso anno non è stato facile reperire personale». Una situazione che lascia l’amaro in bocca agli addetti ai lavori. «Abbiamo sempre operato onestamente – conclude Giacobbe –, il ristorante è stato fondato nel 1975 da mio padre, Angelo Raffaele Giacobbe, e portato avanti con quello spirito e quella voglia di migliorarsi fino ai nostri giorni. Ora al timone ci siamo noi, mia cognata e io, ma i valori sono gli stessi e siamo qui in attesa di personale che voglia condividere con noi questo percorso».



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