Il Tirreno

Pisa

«Presidente, la base militare a Coltano sarebbe un errore. Non lo permetta»

Una veduta dell’ex centro radar di Coltano
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Una veduta dell’ex centro radar di Coltano

Lettera del Comitato Permanente a Sergio Mattarella: sarebbe uno scempio dentro il parco naturale regionale

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PISA. «Presidente, fermi quell’errore». Nella vicenda della base militare di Coltano c’è ora anche la richiesta di intervento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, contenuta in una lettera del Comitato Permanente per la difesa di Coltano, «un ambiente ricco di biodiversità, riserva Unesco per la biosfera».

«Non è qui in questione, signor Presidente, il valore e il ruolo, riconosciuto, dell’Arma dei carabinieri, e neanche la congruità dell’utilizzo di questi fondi. È in questione – scrive il comitato – l’ambiente e uno scempio di grande portata che verrebbe perpetrato all’interno di un parco naturale regionale fondato nel 1979. Un intervento, lo ha definito il presidente del parco, “devastante”, che comporterebbe uno spropositato consumo di suolo. Vede signor Presidente, l’area di Coltano, strappata nei primi decenni del Novecento ai continui allagamenti con importanti opere di bonifica, non è affatto abbandonata e inutile; al contrario, nel rispetto delle sue peculiarità ambientali al suo interno da anni vivono e operano persone e aziende che praticano l’agricoltura biologica e la produzione alimentare di filiera corta e di alta qualità, compatibile con l’ambiente; si tratta di un territorio fragile, che mal sopporterebbe, anche dal punto di vista geologico, costruzioni imponenti. La stessa strategia dell’Ue sulla biodiversità per il 2030 sottolinea il dovere “di proteggere di più la natura” e fissa l’obiettivo di tutelare entro il 2030 almeno il 30 % della superficie terrestre e il 30 % del mare».

«Si tratta inoltre di un’area – scrive ancora il comitato – che ha conosciuto momenti significativi della nostra storia e ne conserva reperti importanti. Dalla seicentesca Villa Medicea con annesse le Stalle del Buontalenti, testimonianza dei governi mediceo e lorenese, alla Stazione Marconi, purtroppo in pessime condizioni, dalla quale il nostro illustre scienziato attuò i primi esperimenti di trasmissioni radio, che poi gli valsero il Nobel. Monumenti che dovrebbero essere restaurati e restituiti alla memoria civica, in modo da fungere di riferimento primario per il Parco, e che, se il progetto andasse avanti, rischierebbero di essere contornati da incongrue e dissonanti costruzioni militari. Ci permettiamo di esprimerle, signor Presidente, i sentimenti di una comunità attonita che si sente invasa sul suo territorio amatissimo e rispettato, e di tutta una città che, anche a causa di ritardi o disguidi, non è stata coinvolta».

«Confidiamo nella sua sempre partecipe attenzione alla vita dei cittadini e del Paese, in ogni sua area, e ci auguriamo – è la conclusione – che un suo sapiente intervento possa fermare un errore che si ripercuoterebbe sulla vita delle generazioni future e su quel bene comune inalienabile che è la nostra terra».

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