Sicurezza
«Con la guerra e il caro energia le piccole imprese sono a rischio»
Giovanni Baroni si rivolge all’Unione Industriale Pisana: il governo intervenga come già hanno fatto in altri Paesi
PISA. Le piccole e medie imprese italiane sono pronte ad affrontare nuove sfide, ma alla luce dei fatti internazionali con la guerra in Ucraina occorrono aiuti. È questo in sintesi il messaggio lanciato ieri mattina da Giovanni Baroni, presidente della Piccola Industria di Confindustria, intervenuto a Pisa, nella sede dell’Unione Industriale, in occasione della tappa regionale di avvicinamento all’Assise di Piccola Industria che si terrà a Bari il 17 giugno. Con Baroni anche la presidente dell’Unione Industriale Pisana, Patrizia Alma Pacini, e Francesca Posarelli, presidente della Piccola Industria di Uip. «Noi come Confindustria siamo per le sanzioni perché questo conflitto è un conflitto insopportabile e dobbiamo ricordarci chi invade e chi subisce – ha detto Baroni –. Ciò premesso, non possiamo per contro permettere che venga distrutto il tessuto produttivo ed economico del nostro Paese, in qualche modo ci vogliono dei mezzi per andare a mitigare gli effetti. Se non vogliamo chiamarli ristori, per non ricordare il Covid, possiamo parlare, ad esempio, di tagli sul costo dell’energia».
Baroni, come vivono in questo momento l’export le piccole e medie imprese italiane?
«L’export si accompagna con la parola competitività e la competitività delle imprese è oggettivamente messa a rischio da questa crisi legata all’approvvigionamento delle materie prime e in particolare dell’energia. Una situazione squisitamente europea dove si assiste a un’impennata dei prezzi energetici. Quindi, se devi fare export e ti devi confrontare a livello globale oggi hai un handicap. E in questo contesto europeo, ulteriormente peggiorato, sappiamo che l’Italia non è sicuramente il Paese che ha più armi ed elementi di competitività».
Quali potrebbero essere le possibili soluzioni?
«Confindustria per la verità è da tempo che le sta proponendo: se il principale imputato è il costo dell’energia, abbiamo chiesto in modo molto chiaro che si apra un momento di riflessione sui reali costi di approvvigionamento del gas naturale in Italia. L’abbiamo chiamata operazione trasparenza. Sembra che altri Paesi l’abbiamo già fatta. La Francia ha fatto un taglio sull’energia, la Spagna si è mossa questa settimana insieme al Portogallo, la Germania ha stanziato 100 miliardi di euro per aiutare le imprese, mentre l’Italia fino a oggi ha messo sul tavolo 5 miliardi di euro. Noi le proposte le abbiamo, ma sembra non siano una priorità per il nostro governo».
Secondo il quadro tracciato da Irpet, l’Istituto di programmazione economica della Toscana, a causa della crisi energetica e della guerra russo-ucraina sono sull’orlo del baratro 15mila aziende nella regione…
«Il centro studi di Confindustria già un mese fa aveva previsto, anche nell’ipotesi che il conflitto fosse terminato entro luglio, che circa il 50% delle imprese, quasi una su due, avrebbe avuto effetti negativi da questa crisi. La possibilità che il conflitto si protragga oltre luglio sembra essere realistica, quindi è probabile che non sarà solo una su due ad avere effetti negativi, ma la maggioranza delle aziende. È chiaro che questo quadro andrà a colpire le nostre imprese, quelle piccole che sono le più fragili e rappresentano la nostra spina dorsale e quindi dobbiamo stare molto attenti».
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