Sicurezza
Coltano, maggioranza contro la base ma spunta anche qualche favorevole
Affollata assemblea alla Villa Medicea. «Basta con i piani calati dall’alto e nascosti ai cittadini»
PISA. «Sì alla base, se accompagnata da un piano di riqualificazione complessivo di Coltano».
«La riqualificazione è necessaria, ma occorrono progetti di sviluppo culturale, ambientale, agricolo e non una nuova colata di cemento che alimenta un’economia militare».
Pro (pochi) e contro (tanti) alla realizzazione della cittadella militare destinata ad ospitare i reparti speciali dei carabinieri convergono in un’accesa e partecipatissima discussione tra i residenti di Coltano. Né esponenti politici, né rappresentanti delle istituzioni. Nessuna bandiera, nessun simbolo, nessuno slogan. Sul tavolo un progetto. O meglio, un’ipotesi di progetto destinata in ogni caso a cambiare parte del territorio e della vita di Coltano e dei suoi residenti. Il no alla realizzazione della base militare destinata ad ospitare i comandi e i centri addestrativi del Gruppo di intervento speciale (Gis), del 1° reggimento paracadutisti “Tuscania”, forestali e del Centro cinofili mette quasi tutti d’accordo. Non una posizione bulgara, ma un indirizzo di contrarietà quello emerso ieri sera dalla Villa Medicea, dove oltre 200 persone si sono riunite nell’ambito di un’assemblea indetta dalla Proloco del borgo alle porte di Pisa. «Da anni sono sempre gli altri a decidere per Coltano, senza confronti e senza ascoltare i residenti. Hanno sempre imposto tutto dall’alto, ma su questa opera tanto grande quanto impattante vogliamo avere voce in capitolo – sottolinea il presidente della Proloco di Coltano Rosario Stefanucci –. Vogliamo iniziare a valutare cosa comporta questo intervento, anche se al momento, in assenza di un progetto definitivo, è possibile fare solo ipotesi. In ogni caso, questa volta non vogliamo essere tirati fuori dal dibattito e dalle scelte che vengono fatte per Coltano».
Questa volta è diverso. Un intervento straordinario destinato a cambiare le sorti del borgo. Quasi 73 ettari agricoli da trasformare in una base (5 ettari di costruito) in grado di ospitare quotidianamente oltre seicento appartenenti all’Arma, strutture addestrative, sportive e di servizio. «Un intervento che potrebbe rappresentare una grande occasione per il borgo», secondo alcuni residenti, soprattutto se accompagnato da progetti che puntano a risolvere criticità che da decenni attendono una soluzione, dalla bonifica alla ristrutturazione della Stazione Marconi. Una riqualificazione necessaria, ma secondo la maggioranza da incentrare sullo «sviluppo agricolo, ambientale e culturale del borgo e non con una colata di cemento da centinaia di milioni di euro» per quello che alcuni definiscono «un intervento faraonico e demenziale che non porterà nessun vantaggio al borgo come nessun vantaggio per Coltano è derivato dalla vicinanza con Camp Darby». Un no, quasi netto, derivante anche «dall’indignazione per l’ennesimo progetto calato dall’alto e tenuto nascosto per oltre un anno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
