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la decisione del senato accademico 

Università di Pisa, tornano gli esami in presenza. «Chi è in quarantena salta l'appello»

Libero Red Dolce
Università di Pisa, tornano gli esami in presenza. «Chi è in quarantena salta l'appello»

Si ritorna alla modalità classica, con esaminatori ed esaminati faccia a faccia. Nessuna deroga prevista per il Covid. Sinistra Per: «Un attacco ai diritti degli studenti»

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Pisa. All’Università si torna all’ansia da corridoio, agli appunti sfogliati un attimo prima di entrare davanti alla commissione, insomma: agli esami in presenza. Questa la decisione del Senato Accademico di giovedì: tranne pochissime eccezioni, vedremo quali, gli esami si faranno in presenza. E se lo studente o la studentessa hanno il Covid? Nessuna possibilità, appello saltato. E così “il ritorno alla normalità” diventa problematico.

Le novità saranno operative a partire da maggio. Fino ad allora, cioè alla fine del mese corrente, resta in vigore il sistema attuale. Ibrido, con una certa discrezionalità da parte della commissione esaminatrice. Dal mese successivo invece parte la nuova direttiva. Faranno eccezione soltanto le persone con disabilità e “soggetti internazionali o in Erasmus / internazionalizzazione”.

Una soluzione che non ha trovato l’apprezzamento dell’associazione studentesca Sinistra Per. «Hai il covid? Hai avuto sfortuna, e dovrai saltare l’appello. Sei in quarantena? Stessa sorte».

Secondo i rappresentanti di Sinistra Per, stabilmente presenti in Senato Accademico, l’ateneo ha proposto «di tenere gli esami in presenza, garantendo la telematica solamente a persone che presentino condizioni di disabilità o Erasmus e internazionalizzazione. A questo si aggiungeva la possibilità, per il singolo docente, di tenere l’esame in modalità telematica laddove lo ritenesse opportuno».

Il giudizio è netto. «Questa proposta non rispetta in alcun modo il nostro diritto come comunità studentesca a vedere tutelata la possibilità di sostenere gli esami in modalità mista in un momento transitorio di ritorno alla presenza».

Sinistra Per ha chiesto di mantenere le modalità attuali fino al 31 ottobre. Suggerimento che il Senato ha bocciato.

Gli studenti sono tornati alla carica, proponendo un emendamento che comprendesse i casi di positività da Covid e quarantena come ragione per sostenere gli esami telematicamente. Altro rifiuto ed emendamento respinto.

Sinistra Per ci tiene a specificare di essere «favorevole al ritorno alla didattica in presenza». Puntualizzando però: «Allo stesso tempo la pandemia, e con essa l’aggravarsi di tutte le problematiche economiche, sociali e psicologiche, che già da prima pesavano su di noi, non può certo terminare in forza di un decreto. Questa decisione è un altro attacco ai nostri diritti, ancora una volta schiacciati».

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