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Pisa

in tribunale

Parco San Rossore, assolto Paglialunga condannato Monni

L’ingegner Sergio Paglialunga, ex direttore dell’Ente Parco
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L’ingegner Sergio Paglialunga, ex direttore dell’Ente Parco

Assoluzione perché il fatto non sussiste per De Prosperis. Sotto accusa la gestione contabile della vecchia dirigenza

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PISA. Due assoluzioni e una condanna per la gestione contabile dell’Ente Parco di San Rossore.

La sentenza è arrivata nel pomeriggio con la lettura del dispositivo con cui sono stati assolti l’ex direttore del Parco, l’ingegner Sergio Paglialunga, 67 anni, di Pisa, in pensione, difeso dall’avvocato Stefano Del Corso, e Massimo De Prosperis, 66 anni, di Pisa all’epoca dei fatti addetto all’ufficio ripristino del servizio di pianificazione del territorio, anche lui pensionato, assistito dall’avvocato Alessio Bertola.

È stato condannato a 3 anni e 6 mesi per peculato, Vittorio Monni, 69 anni, di Pontedera, difeso dall’avvocato Del Corso.

Il processo si è svolto davanti al terzo collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Zucconi e Dini) con pm Flavia Alemi per fatti avvenuti oltre nove anni fa.

Gli imputati erano stati rinviati a giudizio per peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico al termine di un’inchiesta che risale al 2013 dopo le denunce dell’allora nuova dirigenza del Parco, Andrea Gennai, all’epoca direttore dell’Ente Parco e del presidente Fabrizio Manfredi. A loro dire c’erano atti anomali e situazioni contabili all’apparenza incongrue.

Paglialunga doveva rispondere, anche in concorso, di una serie di reati che andavano dall’abuso d’ufficio al falso ideologico. Monni di concorso in peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico con Paglialunga. A De Prosperis venivano addebitati episodi circoscritti riferiti all’uso dell’auto di servizio per portarsi dal parco di San Rossore a Pisa, accusa caduta in sede di requisitoria del pm, e di un telefono aziendale. Tra le contestazioni anche quella di aver incasso un anticipo di 500 euro sulla retribuzione che, secondo la Procura, non era dovuta.

Nel corso del dibattimento, tra prescrizioni e diverse contestualizzazioni dei fatti, il carico dell’accusa si è in parte affievolito.

L’indagine condotta dalla Guardia di finanza nel 2014 portò anche a sequestri di centinaia di documenti nella sede dell’Ente Parco a San Rossore.

Sotto accusa una gestione contabile dell’Ente Parco le cui lacune sono emerse nel corso del dibattimento. Una tra tutte quella di usare le casse del Parco come bancomat per i dipendenti che chiedevano a Monni di cambiare gli assegni.



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