Sicurezza
Poste, stop agli straordinari, la Cgil chiede nuove assunzioni
Forte riduzione dell’organico a Pisa negli ultimi 5 anni. In provincia 216 i postini non rimpiazzati
PISA. Conflitto sul lavoro a Poste Italiane per la mancanza di personale denunciata dalla Slc Cgil Toscana dal primo marzo scorso. Il sindacato denuncia la mancanza di addetti , «che in tutte le divisioni ha raggiunto livelli insostenibili per garantire un normale svolgimento delle attività in tutti i settori».
Così dal 14 marzo è partita una astensione dagli straordinari e dalle prestazioni aggiuntive che durerà fino al 13 aprile. La protesta della Toscana va ad aggiungersi alle iniziative già presenti in Emilia Romagna, Marche ed Umbria. «Protestiamo per poter garantire un servizio migliore, per condizioni di lavoro sostenibili da un punto di vista della sicurezza e della salute dei lavoratori, per la necessità di garantire gli stessi diritti a chi è assunto con contratti a tempo determinato», dice la Slc Cgil di Pisa, che chiede un piano di assunzioni all’azienda.
«La pesante carenza di personale è inoltre causa di ricadute sui lavoratori per quanto riguarda trasferte, straordinari, ferie, formazione, oltre che di disservizi per l’utenza che sfociano spesso con aggressioni verbali e fisiche verso il personale. Senza dimenticare le pressioni commerciali per vendere polizze o prodotti finanziari, ormai costanti per tutte le figure professionali, e le sempre più frequenti aggressioni dell’utenza agli operatori che dall’inizio della pandemia sono spesso finite nelle cronache dei giornali», spiegano il segretario Massimo Basilei della Slc Cgil di Pisa e Carlo Cantini coordinatore Slc per il settore postale .
Secondo la Cgil negli ultimi 5 anni (2016-2021) nella filiale di Pisa c’è stata una forte diminuzione negli organici del personale stabile in Poste: negli uffici postali, cosi come in Toscana dove si è passati da 4373 a 3683 (meno 690 unità pari a meno 15,8%) e nel comparto recapito logistica da 3568 a 2678 (meno 890 unità pari a meno 24,9%). In tutto, meno 1.580 tra lavoratori e lavoratrici in cinque anni. Inoltre, rispetto ai fabbisogni di personale indicati dall’azienda stessa, a febbraio 2022 gli sportellisti mancanti nella filiale pisana sono 19, su un totale regionale di 125 unità mancanti
Anche i numeri registrati dalla Cgil sui portalettere della provincia di Pisa sono impressionanti: da gennaio 2020 a gennaio 2022 l’organico di personale stabile è sceso in Toscana di 22 unità, su un totale per la Toscana di 216 postini non rimpiazzati. Nel territorio pisano a gennaio 2022 il numero di servizi coperti con personale a tempo determinato è pari al 20,7%,ovvero due portalettere su dieci hanno un contratto a scadenza rinnovabile al massimo per 12 mesi; periodo nel quale sono oggetto di uno sfruttamento costante per non rispettare gli orari di lavoro con straordinari spesso non retribuiti . «Urgono assunzioni stabili dei precari, per migliorare la qualità del lavoro e del servizio», ribadiscono Basilei e Cantini della Slc Cgil di Pisa. Infine, per quanto riguarda il Centro di Smistamento di Pisa Ospedaletto, a marzo 2022 l’organico stabile è di 100,5 addetti mentre quello previsto è di 132 unità, con un organico stabile mancante pari al 23,9%.
Concludono Basilei e Cantini dichiarando di essere intenzionati a proseguire «l'azione di sciopero per l'intera giornata pur consapevoli dei disagi che provocherebbe».
Quali sono le proposte della Cgil? «Poste dovrebbe diventare un luogo di raccolta e smistamento delle istanze dei cittadini, clienti e consumatori dirette alla pubblica amministrazione e alle imprese – dichiara la Slc Cgil di Pisa che pensa a un nuovo modello di sviluppo e servizio per l’azienda –. L’ufficio postale dovrebbe anche strutturarsi infatti, sia per divenire il fulcro dello sviluppo delle potenzialità di crescita del mercato C2C come centro di raccolta e spedizione tramite Qr Code, sia come presidio per servizi dello Stato e delle istituzioni locali, sia come punto di accesso a servizi e attività organizzate di imprese e cittadini del territorio».
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