Sicurezza
Nessun posto per la risonanza a Cisanello, l’Asl: «Non abbiamo radiologi»
La storia di due lettori che da giorni stanno provando a prenotare al Cup, ma senza successo
PISA. Doveva fare una risonanza magnetica entro sette/ dieci giorni, ma a distanza di una settimana dall’incidente, non è nemmeno riuscito a prenotarla. «Ho chiamato tutti i giorni, alle 8 di mattina, per cercare di prendere un appuntamento, ma non è stato possibile. Non c’era mai posto», racconta Vittorio Nardone, un lettore originario di Cascina, che giovedì scorso, il 24 marzo, si è presentato al pronto soccorso di Cisanello per un infortunio alla mano, uscendone poi con un’impegnativa per una risonanza che ancora non è riuscito a fare.
E non è nemmeno l’unico caso. Anche un altro lettore segnala a Il Tirreno che è «dal 15 marzo che telefono quasi tutti i giorni al numero unico di prenotazione per prenotare una data in qualunque città della Toscana. La risposta è sempre la stessa: non si può prenotare», racconta Davide. Lui ha una ricetta con priorità D (30-60giorni) per monitorare, con una risonanza, una displasia fibrosa del femore.
«In ortopedia mi hanno fatto una lastra dicendomi che si trattava di una distorsione del pollice - ricostruisce Vittorio -. Per ulteriori approfondimenti e scongiurare un possibile danno al tendine del dito, mi veniva prescritta una risonanza con ricetta elettronica recante il codice breve entro sette, massimo dieci giorni. Non capisco nemmeno perché non me l’abbiano fatta subito, ma questo è un problema minoritario».
Il principale, spiega, è che ancora non è riuscito a prenotarla. «Prima ho provato con il Cup. Un paio di giorni dopo mi hanno detto che c’era posto a Venturina, ma avrei speso più di benzina che ad andare da un privato - spiega -. Avevo diritto all’esenzione ci tenevo ad andare con il settore pubblico».
Gli altri giorni non ha trovato posto. «Chiamavo alle 8 di mattina come mi avevano suggerito, ma nulla. Il Cup ha preso poi in carico la mia richiesta, dicendo che, nel caso si fosse liberato qualcosa, mi avrebbero chiamato».
Ha provato anche con il portale di prenotazione della Regione. Nulla anche in questo caso. La risonanza la farà, ma dal privato. «Al momento della prenotazione della visita ortopedica di controllo, l’infermiera mi aveva già anticipato che sarebbe stato impossibile accedere alla risonanza col servizio pubblico perché la situazione era disastrosa».
Nei presidi sanitari dell’area pisana, gli unici reparti diagnostici con liste di attesa lunghe, attualmente, sono proprio quelli legati alle risonanze. Per una risonanza magnetica alla colonna con codice di prenotazione B (breve) , cioè entro sette, massimo dieci giorni, si può aspettare anche 23 giorni. Per un esame muscolo-scheletrico sono previsti dagli undici ai 34 giorni di attesa.
Una premessa: se il codice di prenotazione è U, cioè urgente, la risonanza viene fatta subito entro le 72 ore, ma gli altri esami stanno subendo ritardi, nonostante i tentativi della Regione di recuperare, per la mancanza di radiologi.
Sul territorio di competenza dell’Asl Toscana Nord ovest, che comprende le province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa-Carrara, ne mancano 47. Pochi medici a gestire una mole di lavoro enorme tra reperibilità, refertare gli esami urgenti, quelli dei pazienti in pronto soccorso e dei ricoverati. Senza dimenticare il Covid: a leggere i raggi x per una sospetta polmonite bilaterale sono sempre loro. Il meccanismo, quindi, va in sofferenza e prenotarsi una risonanza in Asl diventa impossibile.
Non ci sono radiologi e non per una mancata volontà di assumerne ma perché trovarli è un’impresa. I professionisti andati in pensioni negli ultimi quattro anni non sono stati sostituiti, non tutti almeno. Il numero chiuso a Medicina incide pesantemente. In media ogni anno si specializzano in radiologia nella zona dell’Asl, sette-otto medici a fronte di 12 che escono dal mondo del lavoro. E chi cerca lavoro si orienta spesso sul privato. Il 21 febbraio la Regione Toscana ha approvato un piano per smaltire 300mila esami arretrati, mettendo a disposizione dieci milioni. Soldi che nemmeno riesce a spendere, vista l’indisponibilità di medici.
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