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Pisa

il costruttore contro il “sistema” 

Banche, Bulgarella denuncia e ora il parlamento indaga

Pietro Barghigiani
Banche, Bulgarella denuncia e ora il parlamento indaga

Audizione dell’imprenditore davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta. «Ecco perché mi negano i conti correnti». La presidente: «Massima attenzione»

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PISA. «Non ce l’ho con le banche o i banchieri. Se lavoro da 52 anni lo devo anche a loro. Combatto il mondo dei fondi speculativi, dei derivati e degli istituti di credito che ti obbligano a fare piani di ristrutturazione dei debiti e poi ti consigliano i consulenti da ingaggiare».

Quello che Andrea Bulgarella ha detto e scritto da cinque anni a questa parte ieri mattina è stato sintetizzato nell’audizione davanti alla commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. È stato sentito per la denuncia di una condizione apparsa ai commissari singolare e che meriterà ulteriori audizioni da parte dei esponenti del mondo delle banche.

Dall’ottobre 2015, quando venne resa pubblica l’inchiesta su presunti riciclaggi di denaro del boss Matteo Messina Denaro, poi conclusa con un’archiviazione chiesta dalla stessa Procura, l’imprenditore siciliano riceve continui rifiuti di apertura del conto corrente.

«Ho dovuto dare in gestione i miei alberghi – ha esordito il costruttore –. Lo Stato deve ascoltare e difendere gli imprenditori onesti. Mi dicono che quando inseriscono il mio nome nel sistema bancario compare l’alert riciclaggio. Nel 2018 c’è stata un’archiviazione a Firenze e una seconda nel 2019 per la vicenda Unicredit».

Carla Ruocco (M5S), presidente della commissione: «Siamo qui ad ascoltarla. La commissione guarda con attenzione alla sua vicenda e dopo la fase istruttoria, analizzerà attentamente la documentazione ricevuta». L’audizione pubblica di Bulgarella è durata poco più di un’ora. C’è stata una prosecuzione secretata in cui l’imprenditore ha dettagliato nomi e situazioni.

Il costruttore ha ricordato di quando Unicredit chiese il fallimento di dodici società del suo gruppo, salvo poi desistere quando l’imprenditore decise di procedere alla ristrutturazione del debito. Ai commissari che gli hanno chiesto i motivo di tale apparente accanimento, Bulgarella ha risposto: «I motivi sono due. Il primo è che volevano fare bella figura con i pm che stavano indagando su di me. La seconda è che l’obiettivo delle banche è mettersi in sicurezza, blindarsi in certe situazioni di rischio».

Elio Lannutti (Gruppo Misto): «È il racconto di un Paese alla rovescia dove gli imprenditori onesti sono indagati, diffamati e denigrati, mentre cricche e faccendieri vengono premiati dal sistema. Dovrà essere sentito in commissione chi doveva controllare e non l’ha fatto».


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