Il Tirreno

Pisa

Capodanno pisano 

La città saluta già il 2023 con un messaggio di pace

Roberta Galli
Un momento della cerimonia per il Capodanno Pisano: Pisa è entrata nel 2023 esattamente alle 11.57
◗
Un momento della cerimonia per il Capodanno Pisano: Pisa è entrata nel 2023 esattamente alle 11.57

Corteo e cerimonia in cattedrale con il raggio di sole che ha illuminato la mensola. Appello di monsignor Catarsi, cancelliere diocesano, per lo stop alla guerra 

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un Capodanno in Stile Pisano con un sguardo alla pace nel mondo e con una particolare invocazione rivolta alla Madonna affinché possa mettere fine al conflitto tra Russia ed Ucraina. La tradizione si è rinnovata ancora una volta. La cerimonia religiosa, ieri mattina, in Cattedrale, officiata da monsignor Giuliano Catarsi, cancelliere diocesano, ha riunito intorno all’altare le principali autorità cittadine, ma anche tanti cittadini che non vanno voluto mancare all’appuntamento, quest’anno con meno restrizioni legate alla pandemia.

Pisa è entrata nel 2023 esattamente alle 11,57. L’evento è stato sancito ancora una volta dalla cerimonia legata al raggio del sole che entrando dalla finestra della navata centrale del Duomo è andato ad illuminare la mensolina a forma di uovo posta sul pilastro accanto al celebre pergamo di Giovanni Pisano.

Una tradizione che si richiama a quanto attestato già da documenti del X secolo che testimoniamo con la città facesse coincidere l’inizio del nuovo anno con l’Annunciazione a Marina Vergine dell’Incarnazione di Gesù. L’evento è stato preceduto da una piccola precessione con la partecipazione del sindaco Michele Conti e dell’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini.

Il corteo storico era composto dal gonfalone accompagnato da tre valletti del Comune, dal cero votivo con i quattro stemmi della città (Signum Rubicundum, Madonna in Maestà, Aquila pisana, Croce pisana) portato sul “trabiccolo” da due valletti, dal cero votivo con i simboli dei’ “banderai dei Quarti’’ (Ponte, Mezzo, Foriporta, Kinzika), dal generale di Mezzogiorno con alfiere e dal generale di Tramontana con alfiere.

«L’evento si è svolto in presenza anche se contingentato – ha detto Bedini – ma siamo contenti. È un primo momento nel quale si cerca di tornare alla normalità. Siamo felici di aver potuto presentare cose che avevamo pensato in questi due anni, ovvero le bandiere dei quartieri medioevali, alcuni nuovi costumi dei valletti comunali, il trabiccolo per la cerimonia legata ai ceri votivi».

«Ci auguriamo l’anno prossimo – ha continuato Bedini – di poter fare il corteo che parte dal Comune, quest’anno purtroppo a causa sempre delle limitazioni non è stato possibile. Anche questa è una tradizione che viene recuperata per fare in modo che siano tutte occasioni per riscoprire i legami che tengono insieme la nostra comunità e sviluppare il senso di appartenenza, oltre a momenti di stimolo per una riflessione più profonda sulla nostra storia. Pisa è stata e continua ad essere così grande attraverso le sue usanze. È un modo per stimolare le giovani generazioni sulla loro identità».

Le celebrazioni legate al Capodanno Pisano si sono concluse nel pomeriggio in Sala Baleari con la conferenza dal titolo “Porta San Marci De Guatholongo”, organizzata dall’associazione Balestrieri di Porta San Marco con gli interventi di Gianfranco Benvenuti, esperto di storia pisana, e Renzo Ciangherotti, segretario dell’associazione Balestrieri di Porta San Marco ed esperto in materia di “Societates Populi”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa