Il Tirreno

Pisa

Il futuro dell’area Santa Chiara un altro bando per il progetto

Francesco Loi
Una veduta dell’area del Santa Chiara
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Una veduta dell’area del Santa Chiara

L’Aoup ha incaricato il Gruppo Yard di predisporre gli atti: pubblicazione a maggio. L’assessore: piano Chipperfield da aggiornare in base all’attualità del mercato

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PISA. Un ulteriore bando per disegnare il futuro dell’area del Santa Chiara. Quello che sarà un nuovo quartiere della città, tra i più prestigiosi per la presenza di Piazza dei Miracoli, al posto di cliniche e laboratori. È vero che si dovrà attendere il completamento del trasferimento di tutte le attività ospedaliere nel polo di Cisanello (probabilmente entro il 2025). Ma la partita urbanistica, la più importante di Pisa, è cominciata. O ripartita.

A confermare l’imminente lancio di un nuovo bando per la progettazione da parte dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana, aggiungendo altri dettagli, è stato l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli rispondendo in consiglio comunale ad un’interpellanza di Francesco Auletta (Diritti in comune).

Il futuro del Santa Chiara è già tratteggiato nel cosiddetto progetto Chipperfield, l’architetto londinese che aveva vinto il concorso internazionale. «Un progetto che non è superato, tanto che su questo è stato basato il piano di recupero. Ma che deve essere aggiornato», ha specificato Dringoli.

Per questo l’Aoup si è affidato al Gruppo Yard, specializzato nella gestione e valorizzazione immobiliare, per definire il nuovo schema di bando.

Il Gruppo Yard è già protagonista in città, avendo un ruolo nel progetto di riqualificazione dell’Arena Garibaldi lanciato dal Pisa Sc.

Il piano Chipperfield «prevede una drastica riduzione dei volumi esistenti – ricorda l’assessore –, la conservazione dei soli edifici vincolati dalla Sovrintendenza, la valorizzazione di tutti gli spazi a verde con qualche completamento di nuovi interventi per rendere funzionali diverse parti».

Dunque, il nuovo bando interviene «perché – spiega ancora Dringoli – quello che manca nel progetto Chipperfield è una destinazione d’uso degli uffici compatibile con il mercato del tempo. In pratica, chi deve investire nel Santa Chiara vuole sapere cosa può farci dentro. E dal progetto attuale non risulta chiaramente».

L’idea dell’Aoup è di scegliere, al termine della manifestazione d’interesse, cinque gruppi «che presenteranno un progetto per l’utilizzazione degli spazi dando particolare importanza alla flessibilità funzionale dei vari edifici – sottolinea Dringoli –. La destinazione generale è quella già indicata nel progetto Chipperfield, che varia dal residenziale al culturale al ricettivo. Di fatto dovrà essere stabilito il tipo di residenziale, se il culturale vuol dire museale, utilizzo come biblioteca oppure congressuale, eccetera».

Secondo le indicazioni date dall’Aoup in un incontro già avvenuto con l’assessore, il bando dovrebbe uscire tra fine maggio e l’inizio di giugno. L’obiettivo è arrivare entro l’anno ad individuare il soggetto vincitore.

«Prima che venga pubblicato – conclude Dringoli – i contenuti del concorso di progettazione dovrebbero passare da un confronto con l’amministrazione comunale».



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