La manifestazione
«Strade devastate dai pini ma il Comune fa dietrofront»
Marciapiedi e asfalto dissestati nelle vie Rosselli e Baracca, nasce un comitato. «Il sindaco aveva promesso di abbatterli, ci spieghi perché ha cambiato idea»
PISA. «Questa è una decisione che non condividiamo». I pini delle vie F.lli Rosselli e Baracca, a Porta a Lucca, resteranno al loro posto. L’amministrazione comunale, dopo una apertura ad un possibile espianto legato al rifacimento del manto stradale, gravemente compromesso da tantissimi anni dalla presenza delle possenti radici che di fatto creano grossissimi problemi sia alle carreggiate che ai marciapiedi, con rischio di cadute da parte dei pedoni, avrebbe fatto marcia indietro. «Una vera e propria doccia fredda – afferma Alberto Janni, portavoce del comitato dei residenti delle due strade – e per questo fin da adesso invitiamo il sindaco a partecipare ad un incontro programmato lunedì 21 marzo nel salone parrocchiale di Santo Stefano per spiegarci le motivazioni di questo dietrofront».
Al momento Palazzo Gambacorti procederà di fatto solo con i lavori di asfaltatura in entrambe le strade. Una decisione non sfuggita agli occhi di molti residenti che in questi giorni si sono costituiti in comitato. L’obiettivo è cercare di convincere il primo cittadino a tornare indietro sui propri passi. «Dispiace – afferma ancora Janni – che le nostre esigenze in materia di sicurezza non siano state prese in considerazione dal Comune. Eppure c’era stato assicurato il contrario. Resta da capire perché in via di Pratale, con gli stessi problemi, si procede con il taglio dei pini e a Porta a Lucca ci dobbiamo fermare. Noi non siamo cittadini di serie B».
Al centro dell’annosa controversia ci sono gli alberi di pino che costeggiano da anni le vie Rosselli e Baracca. Alberi dalla chioma maestosa, ma dalle radici non facili da gestire che giorno dopo giorno hanno trasformato il manto stradale, e alcuni lunghi tratti di marciapiedi, in entrambe le strade, in un vero e proprio campo di battaglia, tra avvallamenti vari e piccole “collinette”, pericolose soprattutto la sera. Una situazione ben conosciuta dal Comune, tanto che alcuni mesi fa aveva promesso ai residenti, con un sopralluogo, l’abbattimento dei pini e la sostituzione con nuove essenze arboree, e poi il rifacimento del manto stradale. Una soluzione che accontentava molti, anche se tagliare gli alberi non fa piacere a nessuno, «ma il quadro – commenta ancora Alberto Janni – è sotto gli occhi di tutti e la pericolosità allo stesso tempo».
Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e il Comune in questi giorni avrebbe fatto marcia indietro, tanto da costringere, ieri mattina, un gruppo di residenti aderenti al comitato a darsi appuntamento in via Baracca, e a spiegare le loro ragioni. «Siamo qui perché apprendiamo con dispiacere che il progetto – afferma Janni – è stato inspiegabilmente abbandonato, per cui si procederà al rifacimento delle vie senza l’espianto dei pini. Noi vorremmo chiedere al sindaco di rispettare quanto promesso, dimostrandogli che la maggioranza degli abitanti interessati richiede l’abbattimento dei pini, non perché siamo irragionevoli deforestatori, ma semplicemente perché questi alberi sono inadatti ai viali cittadini. Hanno infatti radici superficiali, destruenti, anche in lontananza, di asfalto, cordoli, marciapiedi, e c’è la concreta possibilità di farsi male in strada o le pine cadano su persone e cose. Gli aghi poi, praticamente indistruttibili, vanno ad ostruire i tombini e i canali di gronda, la resina danneggia irreparabilmente tutto quello che è sottostante e non ultimo un’intensa produzione di pollini altamente allergenici in primavera».
Per questo il comitato ha indetto per lunedì 21 marzo, alle 18, nel salone parrocchiale della chiesa di Santo Stefano, in via Luigi Bianchi, una riunione. «Ci piacerebbe che in quella occasione – conclude Janni – potesse partecipare anche il sindaco, per spiegare quali sono le motivazioni per le quali il progetto è naufragato. Noi non chiediamo cose impossibili. Basta fare un giro per capire che la situazione è al limite e una nuova asfaltatura risolve i problemi sono in apparenza. Tra un paio di anni o forse meno saremo punto e a capo».
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