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Pisa

camera di commercio: tra dati e incognite 

Export, ombre sui record Tamburini: «Ora servono nuove reti commerciali»

Danilo Renzullo
Valter Tamburini
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Valter Tamburini

Il 2021 si era chiuso il miglior dato degli ultimi 30 anni (prodotti per 3,3 miliardi) Ma la fiducia rischia di svanire per guerra e rincari: «Servono sforzi della politica»

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pisa. L’export pisano segna dati record, ma la guerra in Ucraina e le tensioni internazionali potrebbero far svanire i segnali di ripresa e condizionare il boom che le aziende pisane hanno registrato nel 2021.

A soffrire potrebbero essere settori determinati del sistema economico provinciale: cuoio, con le esportazioni in Russia e l’importazione dall’Ucraina di semilavorati per pelletteria, e l’agro-alimentare, con l’interruzione da parte della Russia delle esportazioni di concimi e fertilizzanti e le limitazioni alle vendite all’estero di alcuni cereali. Blocchi che, uniti all’impennata dei costi dell’energia e dei carburanti, potrebbero mandare in tilt interi settori rischiando di inficiare i segnali di ripresa registrati lo scorso anno e i risultati raggiunti dalle esportazioni.

Dopo il crollo causato dal lockdown, il 2021 ha segnato la piena ripartenza con un più 22% andando ben oltre a quella registrata a livello regionale (16,8%) e nazionale (18,2%). Secondo l’elaborazione della Camera di Commercio di Pisa su dati Istat, con quasi 3,3 miliardi di euro, il valore dei prodotti esportati lo scorso anno dalle aziende pisane raggiunge il livello più alto negli ultimi 30 anni: 600 milioni di euro in più rispetto al 2020 e quasi 200 in più rispetto al precedente record del 2019. Una ripresa generalizzata che ha interessato soprattutto quei settori (pelli, cuoio, calzature, arredamento, moda, meccanica), il cui crollo nel 2020 aveva condizionato l’intero traffico di prodotti verso l’estero.

Tra tutti, è la filiera della moda a ridare slancio alle esportazioni. Il cuoio segna un più 29,9% rispetto al 2020 registrando un exploit verso i mercati del Regno Unito (sestuplicato l’ammontare delle merci esportate). Crescita a due cifre anche per l’abbigliamento (più 36,8%) che trova anch’esso nel Regno Unito il miglior mercato di riferimento estero (quantità di prodotti aumentati di nove volte). Migliorano anche i risultati nel comparto delle calzature (più 1,8%).

Nel 2021 hanno continuato a distinguersi cicli e motocicli (più 26,1%), mentre continua l’ascesa dell’export della farmaceutica (più 48%) e della chimica (prodotti di base più 6,8%, altri prodotti più 27,5%). Dopo due anni di flessione, tornano a crescere le esportazioni di mobili (più 32,3%), bevande, in particolare vino (7,7%), e meccanica (più 3%). Le esportazioni crescono in quasi tutte le destinazioni europee ed extraeuropee. In termini assoluti, con quasi 500 milioni di euro, è la Germania a confermarsi primo Paese importatore di prodotti pisani (più 9,8%), seguito dalla Francia (350 milioni). È però il Regno Unito (più 64,1%), a far registrare aumenti record. Stati Uniti (più 28,3%), Cina (più 28,8%) e Vietnam (più 48,9%) i Paesi extraeuropei dove maggiormente si concentra l’export pisano.

«I dati molto positivi del 2021 avrebbero legittimato una certa fiducia nell’anno che è appena iniziato, ma la gravità del clima internazionale a causa della crisi ucraino-russa ci ricolloca in un ambito di forte incertezza – l’allarme del commissario straordinario della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini - . Costi energetici in aumento, difficoltà di approvvigionamento di materie prime e il rischio dello stravolgimento di relazioni commerciali si sommano alle ferite già inferte da una pandemia non ancora superata. La Camera di Commercio manterrà alto l’impegno nel sostenere le aziende nei processi di internazionalizzazione, ma vi è assoluta consapevolezza – conclude Tamburini – che oggi sia prioritario, a livello di politica generale ma anche di iniziativa locale, uno sforzo particolare nell’apertura di nuove reti commerciali all’estero che tenga conto non solo degli effetti della crisi sanitaria ma anche dell’aggravarsi degli equilibri geopolitici ».



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