Sicurezza
Pensionato ucciso per strada a Pisa, l’imputata sottoposta a perizia psichiatrica
Il gip vuole accertare la capacità di stare in giudizio della donna in cella dopo il pugno fatale a un pensionato
PISA. Una consulenza medica per stabilire la capacità di stare in giudizio della donna per la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale.
È la decisione del gip Donato D’Auria nel procedimento aperto dopo la morte del pensionato Alberto Barsanti, morto in ospedale dopo 17 giorni di agonia per effetto dell’aggressione avvenuta una domenica mattina in via Averani da parte di una 33enne romena.
La donna, Simona Dumitru, romena, precedenti per rapina e una vita borderline, è assistita dall’avvocato Massimo Parenti. Il professionista incarico di effettuare la perizia sull’imputata è lo psichiatra Massimo Marchi. La consulenza andrà consegnata entro il 7 aprile, data dell’udienza in cui si dovrà discutere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Aldo Mantovani.
Ancora oggi, a distanza di quasi cinque mesi dall’episodio e dall’arresto, la donna – sempre in carcere – non ha saputo spiegare le ragioni di un’aggressione gratuita conclusa in una tragedia senza un perché. L’inizio del dramma risale alla mattina di una domenica di ottobre. Era il 17 quando davanti alla filiale del Credito della Valdinievole in via Averani, angolo via di Pratale, Alberto Barsanti, 79 anni, di Ghezzano, ex impiegato della Provincia, venne colpito con un pugno da una passante che in bici scappò dopo aver steso l’anziano inconsapevole di essere diventato un bersaglio mentre passeggiava per andare all’edicola.
Dopo aver salutato la moglie, il 78enne era uscito dalla sua abitazione per andare a piedi verso la pasticceria Jolly. Avrebbe proseguito il suo percorso all’edicola nel quartiere Don Bosco per l’acquisto del giornale. Propositi di una routine quotidiana interrotta da una donna che è entrata nella vita del pensionato e in un secondo l’ha cancellata. Il magistrato all’esito dell’autopsia ha definito il reato in contestazione in omicidio preterintenzionale. Non è escluso che la difesa chieda un giudizio con rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica al momento di valutare la scelta del rito davanti al gup. Un abbreviato subordinato a una consulenza medica per chiarire la capacità di stare in giudizio e di intendere e volere dell’imputata. Un pugno per un tentativo di rapina o per follia. Una mina vagante che poteva colpire chiunque e provocare lacrime e dolore.
Qualunque sia il movente, l’epilogo resta straziante e con una sentenza che resterà sulla carta a livello di risarcimento danni.
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