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Galilei, via ai lavori di potenziamento. Ma i sindacati avvertono: «Ancora troppi lavoratori precari»
Filt-Cgil chiede alla società di gestione dello scalo di aprire un confronto sulla situazione dei dipendenti diretti e indiretti
PISA. «Dopo anni di attesa, finalmente partono i lavori di potenziamento dell’aeroporto. Lo scalo non è però fatto solo di strutture, ma soprattutto di centinaia di lavoratori che restano in attesa di risposte ai problemi e alle rivendicazioni poste». La Filt-Cgil di Pisa “richiama” Toscana Aeroporti e chiede l’apertura di un confronto per affrontare e risolvere le numerose criticità che negli ultimi anni i dipendenti diretti e indiretti della spa aeroportuale hanno affrontato.
«Dopo mesi di grande difficoltà, fronteggiati anche con l’uso degli ammortizzatori sociali, l’inizio dei lavori infrastrutturali, uniti alla prospettata fine dello stato di emergenza e ad una previsione positiva dell’offerta commerciale, rappresentano segnali positivi di una possibile ripresa del traffico aereo e viaggiatori – sottolinea il sindacato –. Consapevoli delle molte incognite ancora esistenti non possiamo che guardare positivamente a tutto questo, ma rivendichiamo che l’aeroporto funziona grazie alla professionalità di centinaia di lavoratori. Perciò occorre investire anche sui lavoratori, affrontando i molti problemi che li riguardano e che si sono accumulati negli anni, aggravandosi con la pandemia. Occorre farsi trovare pronti alla ripartenza del traffico, riconoscendo la professionalità dei tecnici e degli impiegati dell’aeroporto. Vanno affrontati i temi relativi all’eccessiva precarietà della stagione invernale, che interessa oltre 70 part time ciclici, alle necessità di organico per la stagione estiva, dove per oltre due anni non sono stati utilizzati i lavoratori stagionali, fino alle prospettive degli appalti in scadenza che interessano oltre 100 lavoratori».
«Dopo due anni di tagli agli organici – prosegue la Filt – occorre ridurre la precarietà invernale, confrontandosi sulle prospettive e partendo da dove questo è già possibile. Iniziando dalle stabilizzazioni di orario, nei settori dove la stessa azienda ha evidenti necessità lavorative e già richiama in servizio i lavoratori part time verticali (alcuni con 15 anni di anzianità in aeroporto). Sono temi che necessitano di un confronto sindacale che finora l’azienda ha rifiutato, ma rivendichiamo si riesca ad intraprendere con tutte le rappresentanze sindacali, perché il problema esiste e non è più rinviabile».
«Le molte attenzioni di istituzioni e partiti verso le realtà aeroportuali di Pisa e Firenze, insieme alla ripartenza dei lavori di potenziamento – conclude il sindacato –, devono guardare oltre che ai milioni di spese per l’infrastruttura ed alla lunghezza delle varie piste, anche alle condizioni e alle prospettive di centinaia di lavoratori che vi operano e che quotidianamente li fanno funzionare».
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