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Pneumatici, bidoni e tubi. Quintali di plastica sfregiano il paradiso di San Rossore

Danilo Renzullo
Anche la ruota di un’auto sulla spiaggia in località Le Marinette  (Foto Renzullo/Muzzi)
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Anche la ruota di un’auto sulla spiaggia in località Le Marinette (Foto Renzullo/Muzzi)

I rifiuti trasportati dall’Arno vengono riversati sulle spiagge protette Bani: «Interventi continui ma i Comuni devono fare di più contro gli incivili»

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PISA. Un paradiso sfregiato. Protetto dall’uomo, ma non dall’azione dell’uomo. Che, seppur a distanza, inquina e rischia di mettere in pericolo un ecosistema che trova nell’equilibrio della natura il fascino, la forza e la sua armonia. L’allarme rifiuti sulle spiagge dell’area protetta della Tenuta di San Rossore è andato negli anni crescendo e la presenza della plastica rischia di diventare un’emergenza per l’ambiente e per le specie animali in pericolo. Bottiglie, tubi, vecchi palloni che hanno probabilmente alimentato ore di svago di bambini e ragazzi.

E ancora: pneumatici, materiali per imballaggi e bottiglie. Una gran quantità di rifiuti a fare da sfondo alle dune e all’area marina protetta racchiusa dalle foci dell’Arno e del Serchio. Un’ampia zona minacciata dai rifiuti che arrivano dai fiumi e dal mare. Materiali non direttamente abbandonati dall’uomo sull’arenile (le spiagge della Tenuta sono accessibili solo con guida escursionistica ambientale), ma provenienti dal mare.

Si tratta di rifiuti che, principalmente, finiscono nell’Arno. Trasportati dal fiume fino al mare e, in parte, restituiti dalle onde. Un “ciclo” che rischia di mettere in pericolo il delicato ecosistema, in particolare quello dunale, habitat ideale per la nidificazione di specie in pericolo come il Fratino e la tartaruga Caretta Caretta. «Sulle spiagge troviamo di tutto: dai televisori ai frigoriferi ai serbatoi di plastica: un fenomeno che si verifica soprattutto con le piene dell’Arno. Con varie associazioni organizziamo giornate di raccolta e pulizia, ma è una battaglia impari», sottolinea Lorenzo Bani, presidente dell’Ente Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli che invita anche i Comuni che sorgono lungo l’Arno a fare la propria parte combattendo discariche abusive e l’abbandono dei rifiuti. Sette le iniziative per la pulizia delle spiagge organizzate negli ultimi cinque mesi. Quintali di rifiuti raccolti per cercare di contrastare un’emergenza periodicamente alimentata dai rifiuti che l’Arno scarica in mare.

«Continueremo a fare la nostra parte – promette il presidente dell’Ente Parco -, ma occorrerebbero maggiore cultura e sensibilità generale contro l’abbandono dei rifiuti». Pochi anni fa, nell’ambito dell’inchiesta “Stessa spiaggia, stessa plastica” effettuata da Greenpeace attraverso la raccolta e la catalogazione dei rifiuti presenti in sette tra le più belle spiagge italiane, nel Parco sono stati registrati i quantitativi più elevati (81,9% del peso totale di tutti i rifiuti in plastica) dei polimeri più comunemente usati per gli imballaggi. Su 236,5 chili di rifiuti raccolti, 124,5 (52,7%) appartenevano a plastiche comuni, lo 0. 4% a metalli, il 3,8% classificati come rifiuti di vetro, il 2,5% in tessili e il 40,6% (96 chili) di tipo indifferenziato. La maggior parte della plastica rinvenuta (102 chili) era di tipo “dura”, la più comune di quelle utilizzate, seguita da polistirolo (9 chili) e Pet (8,5 chili).

L’Ente Parco, per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, ha aderito anche “MaydayEarth”, sistema web e app che aiuta a organizzare campagne ambientali mirate utilizzabile anche per segnalare e geo-localizzare rifiuti da raccogliere. Programma che ha riscosso un discreto successo e che prossimamente sarà pubblicizzato anche con un’apposita segnaletica nelle aree del Parco.

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