La protesta
La Scuola Normale: via il nome dell'ex rettore fascista dalla strada
Giovanni D’Achiardi, rettore dell’Università nel momento in cui vennero promulgate le leggi razziali, fu direttore della scuola d'eccellenza
PISA. Il Senato accademico della Scuola Normale Superiore ha approvato all’unanimità nei giorni scorsi la mozione con cui il Senato accademico dell’Università di Pisa, nella seduta del 22 gennaio scorso, rinnovava la richiesta all’amministrazione comunale di Pisa di cambiare il nome della via intitolata a Giovanni D’Achiardi, rettore dell’Università nel momento in cui vennero promulgate le leggi razziali e già direttore della Scuola Normale.
Tale richiesta di rinominare via D’Achiardi era già stata presentata nel giugno scorso dal comitato scientifico del Gruppo “San Rossore 1938”, di cui fanno parte oltre alla Scuola Normale anche la Scuola Sant’Anna e l’Università di Pisa, ma era stata respinta dal consiglio comunale.
«Con l’approvazione di quest’ultima mozione nel nostro Senato accademico – dicono il professor Luigi Ambrosio, direttore della Normale, e il vicedirettore, professor Mario Piazza – ribadiamo il convincimento che non si possano dedicare strade, piazze, monumenti a personalità del passato che non incarnino i valori di democrazia, libertà, giustizia sociale su cui si deve fondare la vita pubblica e civile presente e futura. Auspichiamo un ripensamento da parte dell’amministrazione comunale riguardo alla decisione di intitolare una strada di Pisa a Giovanni D’Achiardi, che in un periodo così drammatico quale quello della promulgazione delle leggi razziali in Italia, avvenuta proprio dalla città di Pisa nel 1938, fu corresponsabile in quanto rettore dell’Università dell’epurazione dall’ateneo pisano di decine di docenti e studenti ebrei».
D’Achiardi ebbe più di un contrasto con il regime fascista, ma dopo l’ottobre del 1931, tempo del giuramento di lealtà dei professori universitari al Regime, la sua posizione mutò: nel 1934 venne nominato senatore su proposta del prefetto di Pisa; nel 1935 divenne rettore dell’Ateneo e nel 1936 podestà della città; infine, dal 1936 al 1937 assunse anche la carica di direttore della Scuola Normale Superiore, sostituendo Gentile per decisione del ministro De Vecchi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
