Pisa calcio, il patron russo Knaster «è contro la guerra». Parola di Giuseppe Corrado
«Di fronte a situazioni così importanti, slogan e piccoli segnali servono a poco - ha aggiunto Corrado nel corso di una conferenza stampa per presentare un nuovo sponsor della squadra - anzi servono solo a farsi pubblicità e propaganda. Lo sport non deve dare segnali, perché qui non c'è nessuno che vuole fare la guerra»
PISA. «Knaster è un cittadino americano, me lo ha ripetuto più volte. È nato in Russia ma è venuto via quando aveva 14 anni e come tutti coloro che sono dentro lo sport non può essere allineato ad azioni belligeranti». Lo ha detto Giuseppe Corrado, presidente del Pisa, club che in serie B è in piena corsa per la promozione nella massima categoria, di proprietà del multimilionario Alexander Knaster, passaporto Usa e origini moscovite e con un passato da ceo dell'Alfa Bank, la principale banca d'affari russa creata da Mikhail Friedman, prima di fondare il fondo Pamplona.
«Di fronte a situazioni così importanti, slogan e piccoli segnali servono a poco - ha aggiunto Corrado nel corso di una conferenza stampa per presentare un nuovo sponsor della squadra - anzi servono solo a farsi pubblicità e propaganda. Lo sport non deve dare segnali, perché qui non c'è nessuno che vuole fare la guerra. Penso che il silenzio, quindi, sia la migliore forma di comunicazione. Lo sport è fratellanza, comunanza, integrazione di razze, gioia di stare insieme ed vita, la guerra semina morte, è contro la vita quindi chi fa lo sport non deve dare altri segnali sperando che l'esempio valga più di tante parole».
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