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L’arte, la passione e la poesia di Haring portano a Palazzo Blu 50mila visitatori
Il presidente Bracci Torsi: «È l’unico dei grandi artisti del Novecento ad aver lasciato una sua opera in città»
Per la prima volta in Europa la mostra in corso a Palazzo Blu ospita e riunisce, da novembre scorso, una sfavillante esposizione allestita con 170 opere di Keith Haring, tutte provenienti dalla collezione privata della Nakamura Collection, con sede in Giappone.
La mostra, a cura di Kaoru Yanase, è un vero omaggio retrospettivo alla carriera di Haring. Il celeberrimo murale Tuttomondo, realizzato nel 1989, ha, infatti, legato per sempre Haring alla città che custodisce ad aria aperta e in modo permanente una sua influente opera, unica in Italia.
Imprevedibile sarebbe stata l’accoglienza e la risposta dei cittadini e turisti di Pisa in un momento di tante incertezze legate alla pandemia, ma dopo poco più di tre mesi dall’inaugurazione si contano oltre 50 mila visitatori interessati a Haring. «Dal punto di vista cittadino noi abbiamo pensato che questa fosse una mostra che dovevamo fare per forza a Pisa, perché Haring è l’unico dei grandi artisti del Novecento, soprattutto della seconda metà del secolo scorso, che, oltre ad avervi soggiornato, abbia lasciato a Pisa una sua importante opera», osserva Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Palazzo Blu.
«Anche nella sua biografia Haring ha lasciato un ricordo di Pisa che è veramente coinvolgente e molto particolare – continua – .Senza dubbio la città ha accolto quest’inedita esposizione delle sue opere un po’ come se questo artista fosse in qualche modo anche nostro». Il comportamento del pubblico ha e continua a superare ogni aspettativa. Ribelle, colorata, eccentrica, di denuncia sociale e adornata da spesse e marcate linee nere, l’arte di Haring non può avere una definizione, così la pensava l’artista stesso. Lui sognava un’arte accessibile a tutti, non a caso Haring è partito proprio dalla strada: dalle profondità delle metropolitane newyorkesi all’approdo nella storia dell’arte contemporanea. La sua breve ma proficua parabola artistica ha lasciato un indelebile segno e ha contribuito all’affermazione della street art come una potente forma di espressione. Affiancata e complementare alla grande mostra delle opere di Haring, Palazzo Blu ha organizzato in contemporanea l’iniziativa intitolata “Attitude. Graffiti writing, street art, neo muralismo” mostra-evento che espone 76 opere compiute da 45 talenti dell’arte urbana provenienti da varie parti del mondo e dall’area pisana.
«È stata la prima volta che Palazzo Blu si apre ad un’iniziativa di questo genere – prosegue Bracci Torsi – . Il grande successo che sta avendo si deve proprio al fatto di essere collegata a quelle che sono state le forme di espressione di Haring, che ha cominciato come graffittaro nelle metropolitane di New York». Una grande sfida quella di portare l’arte periferica e di strada nei musei, visto l’innato carattere sovversivo di questa forma di arte. Conclude il presidente di Palazzo Blu: «Indubbiamente c’è un richiamo di questo genere. Crediamo che, nonostante le difficoltà di attuare progetti simili, muoversi anche in questa direzione possa essere interessante se eseguito con criterio. Portare l’arte che spesso si realizza negli edifici abbandonati delle zone industriali delle città, con Haring, è stato un esperimento di grande successo».
È in programma sabato nel museo la terza di una serie di quattro live performance di uno degli artisti espositori di “Attitude”. La mostra di Haring è aperta fino il 17 aprile.
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