La manifestazione
Castelfranco di Sotto, il libro pro Shalom diventa un processo per diffamazione
«Offeso mio padre» denuncia la figlia di uno dei protagonisti citati nella pubblicazione dopo la querela contro due ex presidenti del movimento di San Miniato ora imputati
CASTELFRANCO DI SOTTO. Un omaggio agli appassionati della caccia, ma anche un’opera che voleva essere un veicolo per raccogliere fondi destinati ai bisognosi. Le premesse erano insindacabili. Solo che in corso d’opera è subentrato un effetto collaterale non previsto da editore e autore del libro “Cacciatore per amore” in distribuzione in un ambito ristretto, ma sufficiente a far correre di bocca in bocca commenti e maldicenze. In quelle pagine la figlia di chi era stato raccontato in un campionario di storie e personaggi dell’arte venatoria locale, ha ritenuto diversi passaggi offensivi per l’immagine del padre che nel frattempo era deceduto. Riferimenti personali al genitore e anche nei confronti della mamma, ancora in vita.
Alla fine quella che doveva una pubblicazione per finanziare le attività del Movimento Shalom è finita in una disputa in Tribunale dopo la querela presentata da Glenda De Nisi, figlia di Michele, cacciatore di Staffoli legato un tempo da grande amicizia con l’autore del libro, Silvio Della Maggiore, 62 anni, residente nella stessa frazione. Dopo la querela della figlia di De Nisi, ex consigliera comunale a Castelfranco di Sotto, Della Maggiore è stato rinviato a giudizio con Bellarmino Bellucci, 74 anni, di Ponsacco, architetto, ex sindaco, per diffamazione a mezzo stampa in concorso, uno come autore l’altro come editore del volumetto diffuso a scopo benefico. Entrambi ex presidenti del Movimento Shalom di San Miniato, sono difesi dagli avvocati Valerio Valori e Luca Pappalardo. De Nisi si è costituita parte civile con il legale Luigi Cambrini. Ieri in aula, davanti al giudice Annalisa Dini (pm onorario Silvia Saviozzi) è stata sentita la donna che ha esordito sottolineando i motivi della denuncia. «In questo libro mio padre viene descritto come una persona avara – ha spiegato De Nisi –. Ricordano situazioni in cui quando andavano a caccia lui utilizzava le cartucce degli altri per non sprecare le sue. Ma c’è anche un passaggio che riguarda mia madre dove si legge che in casa nostra c’erano delle foto di lei in topless o come quando all’alba nel momento in cui mio padre veniva raggiunto dagli amici per andare a caccia, e tra questi c’era Della Maggiore, la mamma scendeva le scale e si faceva vedere in sottoveste da persone estranee alla famiglia. La narrazione di questi eventi per me è stata come una pugnalata. Mio padre è morto giovane, io avevo appena partorito. Sinceramente leggere quelle cose mi ha ferito. La querela l’ho presentata per difendere l’onore e la memoria di papà. In strada incontravo gente che mi ricordava del libro e ridacchiava».
De Nisi ha ricordato anche di aver incontrato Della Maggiore nella caserma dei carabinieri. «Mi disse che era dispiaciuto e non voleva offendere – ha aggiunto –. Solo che il testo ha continuato a circolare. Un giorno ho visto pure una locandina in un bar in cui si annunciava una cena con la presentazione del libro». A scoprire la pubblicazione incriminata furono alcune parenti della famiglia De Nisi. Trovarono diverse copie di “Cacciatore per amore” nell’anticamera di un ambulatorio medico di Staffoli e ne segnalarono il contenuto alla De Nisi. Prossima udienza ad aprile con probabile deposizione degli imputati.
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