Sicurezza
La obbligava con un coltello a fare sesso
Arrestato il compagno 33enne accusato di violenza e maltrattamenti. Resta in silenzio nell’interrogatorio davanti al gip
PISA. In uno spiraglio di serenità relativa è riuscita a confidarsi con i familiari e le amiche.
Non era ancora la salvezza, ma l’inizio di una speranza. Che si è trasformata in ritrovata libertà all’alba di sabato quando la polizia ha arrestato quello che per l’accusa da mesi era il suo aguzzino.
È in una cella del Don Bosco con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, un marocchino di 33 anni (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa, ndr) domiciliato nelle periferia cittadina, accusato dall’ex convivente italiana di averla brutalizzata per mesi.
Ieri mattina il 33enne, incensurato, è comparso davanti al gip Donato D’Auria per l’interrogatorio di garanzia. Ha scelto di rimanere in silenzio e il gip ha confermato la custodia in carcere.
Secondo la Procura l’uomo fin dall’inizio della convivenza, iniziata nel 2020, avrebbe mostrato il suo lato violento «instaurando un clima domestico di continua violenza e terrore» spiegano gli investigatori della questura.
Non si sarebbe limitato alle offese, ma con una frequenza pericolosa avrebbe inquinato il rapporto con aggressioni fisiche contro la convivente, a volte accompagnate dall’uso di coltelli. Non solo rivolte verso la vittima dei suoi abusivi.
La rabbia veniva scaricata anche verso il suo cagnolino. Il movente sarebbe stato quello della gelosia malata arrivata al punto di imporre alla compagna rapporti sessuali contro la sua volontà.
Gli investigatori della polizia fanno sapere che per l’avvio delle indagini è stata decisiva la rete familiare e di amicizie della vittima che, seppur non pienamente consapevole delle violenze, è riuscita ad intercettare, nei rari momenti di contatto, il disagio della donna, comunicandolo con preoccupazione a metà gennaio alla polizia.
Il caso è passato alla squadra mobile diretta dal vice questore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita (nella foto dietro la scrivania) che con la Procura ha ricostruito i contorni della vicenda.
È stata sentita la donna e sono arrivati diversi riscontri ai suoi racconti.
A quel punto è stata chiesta e ottenuta la misura cautelare degli arresti in carcere per il 33enne nordafricano.
Uno stop per impedire che la donna continuasse a subire le sopraffazioni fisiche e sessuali del compagno.
E sempre in tema di contrasto alla violenza di genere, il gip del Tribunale di Taranto ha convalidato l’arresto in carcere dell’operaio romeno accusato di tentato omicidio e violenza sessuale nei confronti di una donna residente in Valdera.
Un’aggressione andata avanti per ore la notte tra il primo e il due febbraio in un appartamento di via Vespucci.
La donna è finita in ospedale con la mandibola rotta e dieci costole fratturate. Sopravvissuta a una notte di terrore.
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