Gioco
«Ministro, la maturità così non si può fare» studenti in corteo per chiedere ascolto
I ragazzi contestano le modalità annunciate da Bianchi «Si vuole la normalità ma di normale non c’è più stato niente»
PISA. Ore 9, piazza Guerrazzi, ieri. Sullo spiazzo centrale, in mezzo al traffico cittadino, una decina di ragazzi e ragazze. Poi ne arrivano altri, sempre di più, finché la piazza si riempie. Sono circa 200. E allora può partire il corteo. Davanti uno striscione: “Gli immaturi siete voi”. Non ci stanno gli studenti delle scuole superiori che ieri mattina hanno manifestato anche a Pisa, come in tutta Italia, contro il modello di maturità recentemente approvato dal ministro dell’Istruzione, Bianchi, e che prevede una prima prova scritta di italiano e un colloquio orale, a cui è stata da poco aggiunta anche la seconda prova (scritta) sulle materie di indirizzo. Una maturità “normale”, quindi. Che però arriva dopo due anni che di normale, tra pandemia, quarantene e didattica a distanza, hanno ben poco.
E il messaggio degli studenti, sottolineato da musica, slogan e striscioni, è chiaro: questa nuova decisione, arrivata tra l’altro a pochi mesi dalla fine delle lezioni, non è accettabile. «Abbiamo indetto questa manifestazione – spiega Samuele Zampieri della Rete Studenti Medi di Pisa – perché il ministro ha completamente cambiato le carte in tavola. Il 31 gennaio scorso, ad appena una settimana dalle precedenti (e diverse) dichiarazioni, è stata aggiunta anche la seconda prova, svolta dai nostri professori sul programma di quinta. Va bene voler tornare alla normalità, però ora non è assolutamente fattibile. Tante classi sono ancora molto indietro con il programma. Noi di quinta superiore veniamo da due anni devastanti: metà anno della terza non l’abbiamo praticamente fatto a causa della pandemia, mentre per gran parte della quarta eravamo in Dad. Tutti abbiamo delle lacune, è inevitabile. Non si può prendere che gli studenti siano preparati come durante gli anni pre-Covid. E infatti è una decisione che ha lasciato spiazzati anche diversi professori. Tra l’altro in queste settimane ci sono tantissime classi in cui la metà degli alunni è a casa (per le quarantene legate ai casi di positività) e l’altra metà è in classe. Come si può lavorare così?».
Altro aspetto: le tempistiche. «È assurdo sapere come sarà la maturità di quest’anno a febbraio senza avere il tempo adeguato a prepararsi – sottolinea Chiara, quinto anno al liceo scientifico Dini. «Le lacune dovute alla Dad si sommano alle carenze di spazi. La mia classe non è mai stata nella sede centrale della scuola. La situazione è davvero critica. E la stiamo vivendo male anche per le conseguenze psicologiche che hanno colpito molti studenti a causa dell’isolamento, a cui non eravamo assolutamente abituati. Molte persone hanno sviluppato o aggravato dei disturbi, e fare la maturità “completa” quest’anno è imbarazzante».
Gli studenti lo hanno urlato dai microfoni mentre il corteo si snodava lungo le vie cittadine: la via “delle scuole” (Benedetto Croce), piazza Vittorio Emanuele II. E ancora i lungarni, via San Frediano per arrivare infine in piazza dei Cavalieri. Una la richiesta: «Non si tiene conto delle voci di studenti, associazioni e sindacati – dice Iole Meani, coordinatrice della Rete Studenti Medi per Pisa –. Si torna invece ad un modello d’esame che criticavamo già gli anni scorsi perché non dedica nessuno spazio alla rielaborazione autonoma di un percorso scolastico che, seppur frastagliato, ha comunque lasciato qualcosa. A questo si aggiungono l’alto abbandono scolastico, le carenze nei programmi ed i problemi di apprendimento dovuti alla Dad. Perciò spingeremo per un esame solo orale, con una tesina che lasci al singolo la possibilità di reinterpretare secondo le sue passioni quello che ha appreso a scuola. Ora più che mai c’è bisogno di una scuola nuova, che lasci spazio al confronto e al dialogo».
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