Italia
FedEx chiude il volo al Galilei e sposta la base all’aeroporto di Bologna
Potenziamenti che non vedono Pisa protagonista, nonostante la presenza ultra-decennale della multinazionale
PISA. Non ci saranno contraccolpi sui livelli occupazionali, né sui servizi forniti, ma le rinnovate strategie ed i nuovi equilibri commerciali e infrastrutturali lasciano Pisa e la Toscana fuori dai radar di una delle principali multinazionali dei trasporti.
FedEx, colosso statunitense delle spedizioni espresse, lascia l’aeroporto di Pisa e trasferisce a Bologna il quotidiano volo che da decenni rifornisce di materiali l’hub pisano, addetto allo smistamento sulla costa toscana e, in parte, sul resto della regione.
La multinazionale, nell’ambito di una riorganizzazione europea volta all’efficientamento e all’incremento delle attività, ha individuato nel Marconi di Bologna lo scalo principale del Centro Italia che dal prossimo marzo sarà a servizio anche della Toscana.
La decisione è stata comunicata alcuni giorni fa alle organizzazioni sindacali e rientra in una ristrutturazione aziendale iniziata lo scorso anno con il potenziamento del network aereo intraeuropeo ed intercontinentale soprattutto per rispondere all’aumento della domanda globale di trasporto aereo di merci.
Potenziamenti che non vedono Pisa protagonista, nonostante la presenza ultra-decennale della multinazionale che vanta anche la terza flotta mondiale per numero di aerei (dopo le compagnie Delta ed American Airlines).
La società ha assicurato il mantenimento dello Shipping center presso il Cargo Village del Galilei e dei livelli occupazionali. Circa 30 i lavoratori diretti della multinazionale impiegati a Pisa che resteranno legati alla società. Le attività di FedEx rimarranno invariate, ma l’arrivo e le spedizioni delle merci dirette allo scalo pisano transiteranno dal Marconi con trasferimenti a Pisa via terra.
Una scelta legata probabilmente a programmi commerciali ed economici che vedono strategico per la multinazionale solo lo scalo bolognese nonostante il boom a cui è andato incontro il settore delle spedizioni espresse anche durante l’emergenza sanitaria, alimentato soprattutto dall’e-commerce.
Le decisioni prese dalla società si ricollegano probabilmente a nuove dinamiche del settore. Ma certamente non premiano a caso Bologna, ormai affermatosi come lo scalo principale dell’Italia centrale, visto anche come principale elemento di concorrenza rispetto al sistema aeroportuale toscano. Non da meno la posizione strategica di Bologna sulla direttrice nazionale dell’alta velocità ferroviaria. E anche questo è un aspetto che ha il suo peso.
Un mercato che anche a Pisa non ha risentito le conseguenze della pandemia. Al Galilei sia FedEx che Dhl, altra compagnia di trasporto che opera nello scalo pisano, hanno mantenuto la propria operatività limitando la sospensione delle attività nel lockdown.
Nel 2020, nonostante alcuni mesi di stop delle compagnie, il Galilei ha registrato una sostanziale stabilità del traffico cargo e posta (-0,1%), ma ha visto aumentare dell’1% la quantità di merce arrivata via aerea rispetto al 2019, anno pre-pandemia.
Risultati che evidentemente non sono bastati a FedEx a rinnovare il rapporto con il Galilei.
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