Gioco
Quirinale e pisanità, Letta racconta la rielezione di Mattarella con la metafora del Gioco del ponte
Il segretario Pd ne parla all’assemblea e in tv. Le reazioni: «Bello spot, speriamo sia l’anno del ritorno dell’evento»
PISA. Il Gioco del Ponte irrompe sul palcoscenico della politica nazionale diventando metafora della settimana che ha portato alla rielezione di Sergio Mattarella alla carica di presidente della Repubblica. A utilizzarlo come paragone il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, pisano doc, nel corso della sua intervista di domenica pomeriggio su Rai 3 nella trasmissione di Lucia Annunziata “Mezz’ora in più”. Letta aveva fatto riferimento al Gioco del Ponte nell’assemblea dei grandi elettori del Pd per rendere l’idea di cosa era accaduto nel momento più delicato del confronto che stava portando avanti con il centrodestra per individuare una figura condivisa per il Quirinale. Sollecitato dalla direttrice del Tg 3 Simona Sala, il segretario lo ha ribadito anche davanti alle telecamere. «Il Gioco del Ponte si svolge nella mia città, Pisa, sul ponte di Mezzo – ha detto – : c’è un carrello che va spinto da una parte o dall’altra, verso Tramontana o verso Mezzogiorno. Una specie del gioco del piano inclinato. Ad un certo momento il carrello passa il punto di non ritorno, si può tentare di resistere ma poi alla fine si va fino in fondo. E quel punto di non ritorno c’è stato nel giorno in cui il centrodestra ha deciso di mettere in votazione Casellati».
Non è la prima volta che Letta nelle occasioni pubbliche fa riferimento alla sua città, confermando il forte legame. Basta ricordare ad esempio le sfide di campanile, e non solo, con il fiorentino Matteo Renzi. O nel dicembre scorso quando a proprio a Firenze durante un dibattito su economia e politica, per rispondere ad una domanda sul presidente Draghi aveva chiosato: “Intanto oggi pensiamo al Pisa, che deve battere il Lecce, via...”.
Chiaro il riferimento al big match di serie B in cui i neroazzurri vinsero poi davvero con il gran gol di Sibilli. Sicuramente la frase di Enrico Letta avrà suscitato curiosità, e pensiamo non solo negli analisti politici, tra coloro che non conoscono il Gioco e che magari avranno fatto quale ricerca in rete per capirne di più.
«Sicuramente una bella promozione per la nostra rievocazione storica che, tutti si augurano, quest’anno possa tornare dopo due anni di stop per la pandemia – commenta il generale di Tramontana, Matteo Baldassari - . Il segretario Letta, la cui pisanità non è mai venuta meno, ha anche dimostrato comunque una certa conoscenza del nostro Gioco visto che è davvero rarissimo che una volta che il carrello comincia a spostarsi decisamente verso una parte, la squadra che sta soccombendo riesca a sovvertire le sorti del combattimento. Insomma il punto di non ritorno che il segretario ha voluto prendere ad esempio». Una bella promozione per la rievocazione principe del Giugno Pisano anche secondo il generale di Mezzogiorno Federico Nuti. «Speriamo che sia di buon auspicio per l’edizione 2022 che gli uomini del Gioco vogliono fare a tutti i costi. Visto che la situazione sembra migliorare, ci attendiamo che al più presto arrivi il via libera del Comune. E comunque – conclude sorridendo – voglio ricordare a Letta che in passato è accaduto che una squadra che sembrava spacciata ha ricacciato indietro il carrello fino alla vittoria. Purtroppo per noi era di Tramontana….”. E la conclusione la affidiamo a Stefano Gianfaldoni, presidente Associazione Amici del Gioco del Ponte. «Pur essendo una tradizione storica, il Gioco del Ponte riesce ad essere sempre attuale. Non è solo un Gioco intriso di storia della nostra città, ma anche un esempio concreto di strategia, gioco di squadra e competizione fra due Parti contrapposte. Riprendendo il paragone, se nel Gioco, con la vittoria sul ponte di Tramontana o Mezzogiorno, sempre vince Pisa, con l’elezione del presidente Mattarella è auspicabile ritenere che, in ogni caso, vinca sempre l’Italia».
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