Toscana
Il rettore Mancarella: «Il cambio del nome a via D’Achiardi non è cancel culture»
«Bisogna avere il coraggio di non celebrare certe figure». Ora la palla potrebbe tornare al consiglio comunale
Pisa. Una vittoria in Senato Accademico per la mozione presentata da “Sinistra Per” che chiedeva una presa di posizione sul cambio di nome a via Giovanni D’Achiardi, il rettore che applicò le leggi fasciste antiebraiche, firmate proprio a Pisa il 5 settembre 1938 nella tenuta di San Rossore. La mozione è stata approvata a larga maggioranza, con qualche voce contraria che ha parlato di “cancel culture”, un’espressione che vorrebbe stigmatizzare una presunta ideologia della censura applicata in nome del politicamente corretto.
A smentire il legame tra questa interpretazione e la mozione del Senato interviene anche il rettore Paolo Mancarella. «Io rispetto naturalmente il pensiero di tutti e capisco le perplessità. Qui stiamo parlando di una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità. Di fronte a queste cose bisogna assumersi delle responsabilità e avere il coraggio di dire: “non ricordiamo certe figure con le vie cittadine”».
Su questo tipo di critiche ancora più netta è stata la presa di posizione di “Sinistra Per”: «Da anni tutte le richieste di considerazione, diritti e rispetto vengono messe sullo stesso piano del capriccio, da parte di chi discrimina, di poter continuare a farlo senza subire conseguenze di alcun tipo, in nome di una libertà di parola che scavalca la dignità altrui. Da anni si confonde la memoria storica di eventi negativi del passato con la loro celebrazione, rifiutandosi di rimettere in discussione quest’ultima con la scusa della salvaguardia della prima, a scapito di tutte le persone che a causa di tali eventi hanno sofferto. Nel dedicare spazi delle città che attraversiamo a personaggi storici, affermiamo di condividerne i valori: accettare l’intitolazione di una via della nostra città a D’Achiardi, significa celebrare una persona nella complessità della sua vita, trascurando le sue decisioni durante il ventennio fascista».
Lo scorso novembre, con 15 voti contrari, il consiglio comunale bocciò la mozione presentata dal Pd e sostenuta dai gruppi di opposizione, per cambiare nome alla via. Quando un’istituzione del peso del Senato Accademico si muove ci si aspetta che produca una reazione anche in altre istituzioni cittadine. «Non sta a me dire cosa deve fare il consiglio comunale», chiarisce il rettore. «Me lo auguro però. Mi auguro che si possa magari ridiscutere, trovando la forma giusta per soddisfare questa richiesta, sicuramente è molto sentita dal nostro Ateneo. E che però ha trovato un consenso nella cittadinanza, sottoscritta da migliaia di cittadini», aggiunge.
È il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Matteo Trapani, a prendere di petto la questione politica: «Siamo felici che negli scorsi giorni il Senato Accademico abbia approvato una mozione sulla modifica del nome di via D’Achiardi. La mozione, presentata da “Sinistra Per...” e sostenuta dalle associazioni studentesche, è stata approvata a larghissima maggioranza dei componenti. Ci complimentiamo con le associazioni studentesche proponenti e con tutte le componenti del Senato Accademico che l’hanno votata e approvata, compreso il Rettore Paolo Mancarella che l’ha sostenuta fortemente. Questo voto,è un potente e maturo gesto da parte di una comunità accademica verso la sua città e un segnale inequivocabile verso il comune di Pisa e all’amministrazione».
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