Gioco
Sant'Anna-industriali: si rinnova l’alleanza su formazione, ricerca e lavoro
Terzo accordo sottoscritto tra la Scuola e l’Unione Pisana: «Uno scambio continuo di esperienze e competenze»
PISA. Un brindisi era d’obbligo per festeggiare il terzo rinnovo della convenzione quadro tra Scuola Sant’Anna e Unione Industriale Pisana. Al centro le attività di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico, con l’intento di contribuire allo sviluppo economico di Pisa e della sua provincia. E di creare un circolo virtuoso, garantito ancora per i prossimi due anni, tra lavoro e formazione d’eccellenza.
Due mondi che, proprio grazie ad accordi come quello firmato dalle due istituzioni ieri mattina nella sede centrale della Scuola, creano rapporti sempre più solidi e mettono in moto meccanismi di scambi e crescita reciproci.
Da un lato quindi le imprese, che potranno offrire, oltre ad esperienze e testimonianze, l’opportunità di stage e tirocini nelle aziende associate, in modo da rendere ancora più completo il bagaglio di competenze acquisite dagli studenti. Dall’altro la formazione universitaria d’eccellenza, sempre più capace di portare le innovazioni della ricerca più all’avanguardia direttamente sul territorio.
La Sant’Anna potrà così proporre a imprenditrici ed imprenditori corsi di formazione, convegni, conferenze e seminari. Ma anche la partecipazione a progetti. «Nell’ambito di questo protocollo stiamo anche pensando di organizzare momenti di incontro sulle tematiche della ricerca più avanzata, condividendone così gli orientamenti», anticipa la rettrice Sabina Nuti. «Siamo un ateneo di scienze applicate – sottolinea – e quindi questo è un rapporto fondamentale sia per rendere ancora più efficace l’azione formativa verso i nostri allievi, sia per focalizzare l’attività di ricerca, tenendo sempre presente i fabbisogni delle aziende del territorio».
Soddisfazione anche da parte dell’Uip nelle parole della sua presidente Patrizia Alma Pacini: «In questi anni la collaborazione si è progressivamente rafforzata, coinvolgendo sempre di più anche la piccola e media impresa. Ora, con l’aumento dei costi energetici, la ricerca e il trasferimento tecnologico sono strumenti fondamentali per focalizzare gli investimenti in questo settore e capire come andare verso una trasformazione energetica. Il nostro poi è un territorio di aziende manifatturiere di cui fanno parte realtà “energivore” (come quelle del vetro). Si rischia una vera e propria seconda pandemia».
Un accordo, sottolinea il delegato per i rapporti con l’università dell’Uip Andrea Madonna, «capace di mettere in contatto l’università con gli imprenditori di una provincia molto estesa come quella pisana. Prima di questa collaborazione i rapporti più stretti con l’università coinvolgevano le aziende alla ricerca di settori molto vicini all’ingegneria. Invece questo scambio di relazioni permette di allargare il contatto anche ad altre realtà».
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