La protesta
Caro-bus, il Comune di Pisa chiama la Regione per una mediazione
Biglietti per il litorale: rimane ancora bloccato il contributo di 80mila euro ad Autolinee Toscane per abbassare il prezzo. Incontro fissato il 4 febbraio
PISA. «Impedimenti contrattuali» secondo Autolinee Toscane. «Nessun ostacolo legale» per il Comune. Il braccio di ferro prosegue, ma un incontro tra l’ente, il nuovo gestore regionale del trasporto pubblico locale su gomma e la Regione Toscana potrebbe risolvere il caso del caro-biglietti che dallo scorso novembre, con l’ingresso di Autolinee Toscane nella gestione del servizio di trasporto, caratterizza le tratte tra Pisa e il litorale. L’incontro è fissato per il prossimo 4 febbraio.
Nessun aumento delle tariffe da parte del gestore. Alla base dell’incremento del costo dei titoli di viaggio (lievitati del 200%) il mancato recepimento del contributo di Palazzo Gambacorti, che annualmente stanzia circa 80mila euro per calmierare il prezzo dei biglietti per le tratte verso la zona costiera della città anche con l’obiettivo di incentivare l’uso del trasporto collettivo. Una convenzione che tarda ad essere stipulata.
I tecnici di Autolinee Toscane hanno evidenziato al Comune che il nuovo contratto di servizio impedisce di determinare e sottoscrivere la convenzione proposta. Non ci sarebbe invece nessun tipo di impedimento secondo Palazzo Gambacorti. «La legge regionale è la stessa e la convenzione proposta è uguale a quella che fino a qualche mese fa era attiva con Ctt Nord, il precedente gestore del servizio: la Regione non si è mai opposta, né ha rilevato incongruenze», sottolinea l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli, intervenuto ieri durante la discussione in quarta commissione consiliare dove il gruppo Diritti in comune ha presentato un “argomento urgente” per affrontare il tema del costo dei biglietti raddoppiati.
La mancata sottoscrizione della convenzione ha provocato infatti un aumento spropositato dei prezzi. Chi dal litorale deve raggiungere un qualunque quartiere di Pisa è costretto ad acquistare un biglietto extraurbano da 2,60 euro (per arrivare fino in centro città) e di uno urbano a 1,50 (per muoversi dal centro alle periferie). Stesse cifre per il viaggio di ritorno. Totale: 8,20 euro. Fino a qualche mese fa si spendeva meno della metà: un unico biglietto da 2 euro. Negli ultimi giorni la vicenda è stata alimentata, ma non risolta, anche da una corrispondenza tra l’assessore ed i dirigenti di Autolinee Toscane.
«Ho chiesto alla Regione di convocare nel giro di qualche giorno un incontro urgente per cercare di risolvere la questione – conclude Dringoli –. Occorre arrivare rapidamente ad una soluzione».
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