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Bloccati sull’isola dal decreto di Capodanno

Bloccati sull’isola dal decreto di Capodanno

Quando la famiglia pisana era partita per le vacanze in Sardegna il super Green pass non era obbligatorio per i minorenni

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PISA. Un viaggio dai familiari per festeggiare insieme il Natale. Qualche giorno lontani da casa per ritrovarsi con i parenti che non si vedono da tempo. Tutto programmato, ovviamente, anche perché sotto e feste non è facile trovare posto sui traghetti per la Sardegna. Così la famiglia pisana parte, il 23 dicembre. Convinta di poter rientrare a casa per la riapertura delle scuole dei bambini. In realtà ci vorrà quasi un mese per fare ritorno e solo grazie a un provvedimento del tribunale che ha autorizzato in deroga l’imbarco della famiglia pisana da Olbia a Livorno. Il motivo? Le nuove regole sul Green pass rafforzato a bordo dei traghetti. Prima della partenza non era obbligatorio esserne in possesso per i ragazzini al di sopra dei 12 anni. Ma con il Dpcm di fine anno il governo Draghi ha cambiato le regole e per la famiglia che doveva tornare a casa è cominciata una vera e propria odissea.

La famiglia si è trovata costretta a percorrere le vie legali e ha presentato un ricorso d’urgenza tramite lo studio legale Mauro. Ricorso accolto dal tribunale di Tempio Pausania che ha emesso, lunedì scorso, una autorizzazione, contro la normativa in corso, ad imbarcarsi con figli minori senza Green pass e vaccino per far ritorno a casa dopo le festività natalizie. Il ricorso presentato dallo studio legale poggiava, in particolare, «sulla lacunosità della norma rispetto a casi come quello in oggetto, soprattutto perché intervenuta nel mezzo delle festività quando già molti italiani si erano spostati dai luoghi di residenza – spiegano gli avvocati che hanno seguito la vicenda – . Peraltro, nel caso specifico, l’acquisto dei biglietti di ritorno era avvenuto ben prima dell’emissione della nuova norma». Non solo: il rifiuto, normativamente corretto, della compagnia di navigazione ad imbarcare la famiglia danneggiava anche i minori coinvolti, impossibilitati a tornare a scuola e a seguire la didattica a distanza non avendo con loro neppure il materiale per i compiti.

«Si sono inferti giorni di enorme disagio – commentano dallo studio legale Mauro – per le difficoltà di rientro al lavoro, a scuola e ad una normalità violata. Una vera e propria violenza che mai sarebbe avvenuta in nessun’altra parte d’Italia, mentre nelle isole la ovvia discontinuità territoriale con il resto della penisola ha causato un pregiudizio grave e irreparabile». In definitiva, stando ai dettagli del provvedimento, il tribunale ha ordinato alla compagnia di navigazione di accettare l’imbarco «previa esibizione di solo tampone antigenico attestante la sua attuale negatività al virus Covid-19, con espressa esenzione della esibizione della certificazione verde e con il solo ulteriore obbligo di tenere indosso per tutta la durata della traversata una mascherina di tipo Ffp2».

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di Redazione web