Il Tirreno

Pisa

il dibattito sulla viabilità 

Confcommercio boccia lo stop alle auto sui lungarni: «Ora no»

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pisa. «C’è una pandemia in corso, le imprese sono stremate, il futuro è una variabile incertissima, le attività commerciali non possono essere ulteriormente penalizzate con chiusure di un’arteria fondamentale». Confcommercio plaude al no alla chiusura al traffico veicolare dei lungarni e si schiera con l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli che, durante un recente dibattito in consiglio comunale sul tema dell’utilizzo e soprattutto sulla possibile chiusura dei lungarni, ha evidenziato l’impossibilità di vietare i lungarni al traffico privato senza la costruzione della tangenziale di nord-est e della tranvia Stazione-Cisanello. «Non è questo il momento per ragionare su una chiusura dei lungarni e ringraziamo l’assessore Dringoli per aver risposto evidenziando alcuni tra i motivi fondanti di questo rifiuto – sottolinea il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli –. C’è una pandemia in corso che dura da due anni, le imprese sono stremate, il futuro è una variabile incertissima, le attività commerciali non possono essere ulteriormente penalizzate con chiusure frutto del caso e dell’improvvisazione, peraltro di un’arteria fondamentale come i lungarni. Mancano totalmente le condizioni minime essenziali per una simile decisione, a partire da un’efficace viabilità alternativa, vedi tangenziale nord-est, e da una cronica mancanza di parcheggi di prossimità che non consente di raggiungere agevolmente il centro – prosegue Pieragnoli –. Stendiamo poi un velo pietoso sulla quantità e la qualità del trasporto pubblico locale, totalmente inadeguato. La realtà è che il commercio pisano è in grande sofferenza e non possiamo permettere una ulteriore mazzata a causa di scelte e decisioni che difettano di pragmatismo e sufficiente senso della realtà». Una possibilità, quella della chiusura dei lungarni al traffico privato, che può essere concretizzata in occasione di eventi particolari. «Ben vengano iniziative, mercati, manifestazioni durante i quali la chiusura dei lungarni può rappresentare un ulteriore motivo di attrazione e di frequentazione della città, ma questo può valere solo in occasioni speciali – conclude Pieragnoli –. Chiudere i lungarni senza alcuna progettualità avrebbe l’effetto boomerang di peggiorare la città e di isolarla ulteriormente con riflessi sociali e di sicurezza negativi».

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