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Torna a crescere la domanda di lavoro spinta dai servizi Ma l’edilizia frena

Torna a crescere la domanda di lavoro spinta dai servizi Ma l’edilizia frena

Le imprese che prevedono assunzioni sono l’11% del totale Maggioranza di contratti a termine, è richiesta esperienza

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PISA. Il 2022 si apre con una domanda di lavoro in lieve crescita nella provincia di Pisa. I dati elaborati dalla Camera di Commercio di Pisa segnalano infatti una crescita della domanda di lavoro delle imprese pisane con dipendenti del settore industriale e dei servizi del 3% tra il gennaio 2020 (mese ancora prepandemico) ed il gennaio 2022.

In termini assoluti, a gennaio 2022 le imprese pisane prevedono di assumere 3.160 persone, +90 unità rispetto al gennaio 2020 e +930 rispetto al gennaio 2021, quando però si era nella fase acuta della pandemia. Le imprese che prevedono assunzioni nel primo mese del 2022 saranno pari all’11% del totale.

Sostanzialmente costante il rapporto tra le varie tipologie di contratti di assunzione: nel 72% dei casi, la domanda di lavoro è trainata dai contratti a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita), mentre per il restante 28% le assunzioni saranno di tipo stabile, ovvero con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato.

Le assunzioni si concentreranno per il 61% nel settore dei servizi e per il 67% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.

Per una quota pari al 24% dei contratti il lavoro sarà offerto a personale under 30 e per il 74% delle entrate continua, anche rispetto al gennaio 2020, ad essere richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore.

Con riferimento ai settori, la tendenza si inverte rispetto ai mesi precedenti. Il settore dei servizi è quello che pesa di più in termini di assunzioni (+180) rispetto al gennaio 2020, mentre si registra una flessione del 7% (-90 unità) per il settore dell’industria che nei mesi scorsi aveva segnato crescite significative, spinte soprattutto dal boom nell’edilizia.

In particolare nell’ambito dei servizi si confermano le difficoltà del commercio e del turismo la cui previsione di domanda di lavoro ad inizio anno 2022 scende rispettivamente dell’8% e del 4%, mentre per i servizi alle imprese si prevede l’assunzione di 970 unità (+18%) e di 340 unità (+26%) per i servizi alle persone rispetto al 2020.

Per l’industria i dati specifici indicano un calo della domanda di lavoro del 7% con riferimento al settore manifatturiero e del 9% nelle costruzioni.

Considerando i macro-gruppi professionali, la crescita più consistente si conferma tra le professioni non qualificate (+18% tra gennaio 2022 e lo stesso mese del 2020). Seguono, in termini percentuali, gli operai specializzati (+12%) e gli impiegati e le professioni del terziario (+7%). Flessione marcata invece per le professioni con elevata specializzazione (-18%).

Le assunzioni di difficile reperimento a gennaio 2022 si assestano al 36% delle figure ricercate: un valore tutto sommato in linea con quello registrato a gennaio 2020 (34%).

Tra le professioni ad elevata specializzazione sono difficili da reperire i progettisti, ingegneri e professioni assimilate, i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione ed i tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione (difficili da trovare, rispettivamente, nel 78%, nel 58% e nel 57% dei casi).

Tra le professioni dei servizi continuano a palesarsi le maggiori difficoltà di reperimento di cuochi, camerieri ed altre professioni dei servizi turistici (il 43% dei 190 posti offerti) e degli operatori dell’assistenza sociale (il 60% dei 90 posti disponibili).

Gli operai specializzati più difficili da trovare sono quelli delle industrie del legno e della carta (60% dei casi), dell’edilizia e della manutenzione degli edifici (55% dei casi) e delle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (47% dei casi). Resta complessa la situazione dei conduttori di mezzi di trasporto (38% dei casi) e dei conduttori di macchinari mobili (41% dei casi). Difficoltoso reperire anche il personale non qualificato nei servizi di pulizia (il 30% dei 240 posti in offerta).

A gennaio 2022, le posizioni offerte ai laureati rappresentano il 16% di quelle complessivamente offerte e il dato è lievemente inferiore a quello del 2020 (19%). In calo la quota di personale in possesso di diploma (33% contro il 36%). Calo sensibile per la quota di ingressi di personale con qualifica o diploma professionale (il 16% contro il 24%).

Considerando i titoli di studio chiesti ai neo-assunti, la quota più consistente resta per il personale con la sola scuola dell’obbligo che peraltro cresce: 34% contro il 21%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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