Toscana
L’inchiesta a Pisa: «Nei consultori tempi di attesa lunghi e molte vanno dai privati»
Un questionario di "Non Una di Meno" sottoposto a 200 persone rivela: più di una su tre rinuncia per le attese. «C’è bisogno di più personale»
PISA. Ci sono le statistiche ufficiali, con i servizi di gradimento dell’utenza, le rilevazioni dei servizi e l’adeguatezza ai parametri di legge. E poi c’è il lavoro di “Non una di meno”, che va a cercare metriche diverse e soprattutto tiene un faro acceso su una. Fondamentale. L’accessibilità al servizio pubblico, vero discrimine tra buoni, freddi numeri e un servizio realmente accessibile e utile per le donne e le famiglie.
La rilevazione di “Non una di meno” risale al 2019, in mezzo c’è stata una pandemia che ha complicato le cose e rese evidenti alcune difficoltà (la difficoltà di garantire visite a domicilio prima di tutto). Il nodo principale, però, è proprio l’accessibilità.
«Su circa 200 persone intervistate (per il 43% tra i 26 e i 36 anni) – spiegano le attiviste – il 37% non si rivolge al consultorio pubblico per i “tempi di attesa troppo lunghi per prenotare e per risolvere i problemi”: a Pisa è possibile prenotare la visita ginecologica (e ritirare il libretto di gravidanza) dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 13.30. Il problema è che è presente un’unica operatrice che dovrebbe prendere le prenotazioni di chi si rivolge direttamente allo sportello e in contemporanea di chi vuole prenotare telefonicamente. Il risultato è che chi prova a prenotare telefonicamente è costretto a rimanere a lungo in attesa, o a fare tentativi consecutivi, senza avere però la certezza di una risposta».
E denunciano una carenza di organico: «A fronte di una buona qualità dei servizi offerti dal consultorio di Pisa, denunciamo come questi non siano garantiti per tutti e tutte perché il primo dato significativo è che tanti preferiscono rivolgersi al privato perché non ci sono tempi di attesa. Nonostante la buona volontà delle operatrici sanitarie, i dati parlano chiaro: per legge dovrebbe essere garantito un consultorio ogni 20.000 abitanti. Pisa ha 80.000 residenti e circa 50.000 studenti e studentesse fuori sede».
Nello specifico, chiariscono, «se guardiamo i dati relativi solo al consultorio di Pisa vediamo che invece chi supera lo scoglio della prenotazione e si rivolge al consultorio pubblico si dice soddisfatto del servizio (48%) ed evidenzia la professionalità del personale e la disponibilità. Il 21% si dichiara ‘mediamente soddisfatte; una percentuale di circa il 10% che invece ha avuto un’esperienza negativa e lamenta la superficialità e il poco tempo dedicato alla visita/prestazione, e in un caso la mancanza di tatto e violenza verbale delle operatrici».
Alla carenza di personale si attribuiscono gran parte delle difficoltà riscontrate dall’utenza. «Il problema sarebbe facilmente superabile con l'incremento dell’organico dei consultori esistenti, nonché con l’apertura di nuovi spazi consultoriali, e in questo senso abbiamo sempre auspicato un confronto con il personale perché riteniamo fondamentale avere le testimonianze di chi ci lavora. Sempre alla carenza di organico è riconducibile l’assenza di comunicazione e pubblicizzazione di alcuni servizi come ad esempio il consultorio giovani, e non fatichiamo a pensare che non sia casuale: se all’incontro settimanale si presentassero più dei e delle utenti previsti, non si avrebbero i mezzi e il tempo per coprire la richiesta».
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