Gioco
Nuove simbologie sulle bandiere delle Parti e delle Magistrature
pisa. Sono state presentate nella sala delle Baleari a Palazzo Gambacorti le nuove bandiere con le nuove simbologie delle due Parti e delle 12 Magistrature del Gioco del Ponte. Si tratta di una delle novità previste per l’edizione 2022 della manifestazione.
«Un’edizione – ha dichiarato l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini – che ci auguriamo possa segnare la ripresa della manifestazione dopo la sosta forzata dovuta alla pandemia, così come accaduto, per circostanze diverse, nel dopoguerra e negli anni ‘80. Le novità che abbiamo messo in cantiere per il 2022 saranno diverse, tutte però unite da una volontà: quella di recuperare e mettere ordine nel patrimonio dei cortei storici».
«Tengo a chiarire una volta per tutte un aspetto – continua Bedini –. In questo mondo delle tradizioni storiche, che ricorda un po' quello del calcio, nel quale in Italia abbiamo milioni di commissari tecnici, molte sono le critiche e frequenti le polemiche. E anche quello che stiamo cercando di fare non sfugge alle critiche. Ben vengano, ma deve essere chiaro che se da un lato nessuno pretende di avere la verità storica in tasca rispetto alle soluzioni che vengono scelte, dall’altro lo scrupolo e il rigore con cui tali scelte sono state fatte in questi 3 anni sono stati massimi, perché siamo ben consapevoli della enorme differenza che c’è tra un corteo di rievocazione storica e una sfilata di carnevale».
«Il patrimonio di partenza, che è quello del 1935 – prosegue Bedini – pur meraviglioso e inarrivabile, presenta una caratteristica particolare, che quando si è chiamati a recuperare e riproporre alcuni pezzi deve necessariamente essere presa in considerazione: l'araldica, ovvero lo studio metodico delle armi e degli stemmi gentilizi, più di 80 anni fa non aveva potuto portare a risultati “coerenti”, perché i vari oggetti che riportavano queste simbologie vennero affidati a produttori diversi e non in comunicazione tra loro. Perciò i tamburi, per esempio, furono fatti da un artigiano in una città, le bandiere da un laboratorio in un’altra città, i targoni da un altro ancora da un’altra parte. Questo semplice fatto ha determinato che noi abbiamo in molti casi armi e stemmi di una stessa Magistratura che divergono per come sono rappresentati sulla bandiera, sul targone, sulla fiamma o sul tamburo. Una confusione con la quale, quando si va a rifare un pezzo, bisogna fare i conti, considerando che questi simboli sono la risultante di una storia articolata e stratificata, di una tradizione, che ha comunque una sua dignità, e che deve essere studiata approfonditamente prima di compiere qualsiasi passo. E questo studio c’è stato e ci sarà sempre prima di intervenire su qualsiasi cosa. Il rifacimento dei materiali che stiamo facendo, quindi, non è una mera operazione di ricostruzione sartoriale, ma una sistemazione e una razionalizzazione studiata della simbologia e delle blasonature».© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
