Il dolore
Cinquant’anni fa la morte del grande clinico Monasterio
PISA. Il 3 gennaio 1972 moriva Gabriele Monasterio, per quasi venti anni Direttore della Clinica Medica del Santa Chiara, clinica che ancora porta il suo nome. Originario della Puglia, era arrivato a Pisa come assistente nella stessa Clinica della quale diventerà direttore nel 1955.
Ieri ha voluto, in particolare, ricordarlo Maurizio Mian che a Monasterio era legato anche da vincoli di parentela, avendo il Professore sposato Clara Gentili, zia della madre Gabriella.
Più che per la sterminata produzione scientifica e l 'attività (fu tra l'altro tra i Fondatori della Società italiana di Biologia e Medicina Nucleare, della Società di Nefrologia e della Società di Medicina interna), Gabriele Monasterio deve essere ricordato per la svolta che dette al nuovo modo di intendere l'attività clinica. Nel 1987, il Prof. Luigi Donato in un volumetto che celebrava i 15 anni della scomparsa di Monasterio, ne citava un passo del rapporto sui primi dieci anni della attività della Clinica Medica: come giustamente scrive il prof. Donato, lo scritto spiega meglio di ogni parola il senso è il peso che Monasterio lasciò a Pisa: “Conciliare l'esigenza dell'unità della clinica con quella di una indagine scientifica razionale, di un insegnamento aggiornato e più efficace, e di una assistenza adeguata alle attuali possibilità di diagnosi e di cura, è il problema più arduo che nel presente debba affrontare il clinico medico. Per conferire alla clinica, nella misura più larga e più valida, i caratteri della scienza biologica, che le sono propri, consentendole di progredire al ritmo delle altre scienze, bisogna infatti cercare di ridurre la crescente lacuna che si è andata stabilendo tra essa e le scienze di base e tecnologiche”.
Queste parole segnano il retaggio più profondo e moderno che Monasterio lasciò in eredità ad una schiera di allievi verso i quali andava sempre una attenzione del tutto particolare.
Come la sottolineatura della “unità del problema del malato “che da allora è diventata e resta uno dei punti centrali della attività medica. Una Medicina, insomma, che ha al proprio centro l'uomo visto nella sua non semplice complessità morale, psicologica e sociale
Sempre nell'ottica di prefigurare un futuro oggi diventato ovunque realtà è l'organizzazione dell’attività Dipartimentale che per primo in Italia il prof. Monasterio organizzò a Pisa.
Non è un caso che oggi una delle eccellenze mediche pisane e nazionali porti il suo nome: la Fondazione Gabriele Monasterio, costituita dalla Regione Toscana e dal Cnr e che di quest'ultimo gestisce l'attività di ricerca e di sanità pubblica dell'Istituto di Fisiologia Clinica.
R.P.
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