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cronaca

Camp Darby cambia, iniziati i primi lavori: il maxi progetto che modificherà anche il paesaggio

Nel 2023 pronto il nuovo tronco ferroviario. Ad aprile comparirà il ponte sui Navicelli


03 gennaio 2022 Danilo Renzullo


PISA. Le opere propedeutiche sono in gran parte già state realizzate. Vecchi edifici non più utilizzati abbattuti e alcune zone cementificate in disuso demolite. Altre, progressivamente, stanno invece sorgendo. Elementi di un maxi-progetto destinato a modificare anche il paesaggio tra Pisa e Livorno.

Nei prossimi mesi potrebbero già essere visibili, almeno in parte, i primi pezzi della strada ferrata che nel 2023 porterà all'inaugurazione del nuovo tronco ferroviario per il collegamento della piccola stazione di Tombolo con l'Ammunition Storage Area (Asa) di Camp Darby, l'area della base militare statunitense adibita allo stoccaggio e alla conservazione di ordigni e munizioni, il più grande “magazzino” bellico degli Stati Uniti al di fuori dei confini nazionali.

Sono entrati nel vivo i lavori per la realizzazione del collegamento ferroviario che sarà utilizzato dall'enclave a stelle e strisce per trasferire su rotaia il trasporto di munizioni, attualmente assicurato con tir e camion che attraversano l'Aurelia, provenienti principalmente dal porto di Livorno.

Nei prossimi mesi, presumibilmente ad aprile, sul Canale dei Navicelli comparirà anche un ponte girevole, probabilmente quella che all'esterno della base sarà una delle poche opere “visibili” tra le tante previste dal progetto da 37,4 milioni di dollari (interamente finanziato dagli Stati Uniti) che nel 2016, su richiesta del Pentagono, ha ricevuto il via libera dal Comipar (la commissione paritetica formata da esponenti del governo americano e di quello italiano) in quanto ritenute strategiche per «la salute dell’uomo e della pubblica sicurezza».



L'infrastruttura, che sarà utilizzata dai convogli ferroviari per attraversare il Canale dei Navicelli e dirigersi nell'area di stoccaggio munizioni della base, è già stata realizzata, mentre proseguono i lavori per la preparazione dei terreni nelle zone alle spalle e nei pressi della stazione di Tombolo, liberate da vegetazione e strutture in disuso, dove sarà posizionato il ponte.

In fase di collaudo in un altro cantiere, l'opera sarà collocata nei prossimi mesi per alcune prove tecniche. L'installazione definitiva è prevista nel corso del prossimo anno. Costruito in acciaio, il ponte ha una campata unica lunga 68 metri, di cui 38,5 rappresentano il tratto di attraversamento del Canale dei Navicelli, ed largo 6,5 metri. Poggerà su fondazioni in calcestruzzo armato ancorate ad una palificata profonda circa 50 metri. Ultimato il progetto, l'infrastruttura resterà quasi sempre chiusa (parallela alla sponda del Canale) permettendo il passaggio delle imbarcazioni senza alcuna restrizione e sarà sporadicamente aperta per consentire il passaggio dei carichi ferroviari diretti o provenienti dall’area di stoccaggio di Camp Darby.

Entro il prossimo anno prenderanno il via e si concluderanno anche le operazioni di dragaggio, di pulizia e di manutenzione di un tratto del Canale dei Navicelli e di rafforzamento delle sue sponde, propedeutiche anche al potenziamento del cosiddetto Tombolo Dock, la banchina adibita alla ricezione e alla spedizione di materiale via mare (collegata con il porto di Livorno), attualmente in fase di riqualificazione.

Parallelamente proseguono come da cronoprogramma i lavori per la costruzione delle nuove strutture (principalmente due terminal, uno adibito al carico e scarico dei materiali, l'altro per ispezionare i carichi ritenuti sospetti) e il posizionamento dei binari: 2,5 chilometri di strada ferrata che saranno percorsi (sei volte l'anno secondo le previsioni) per alimentare i circa 120 bunker refrigerati dove è stoccato il materiale bellico.

L'infrastruttura sarà operativa non prima del 2023. Per consentire la materializzazione del progetto sono stati tagliati 937 alberi, a fronte dei quali il governo statunitense si è impegnato a concretizzare un piano di compensazioni che prevede la piantumazione di 5.727 nuovi alberi e di alcune migliaia di piccoli arbusti.

Saranno inoltre riconvertite in verde gli spazi occupati da 64 piccoli edifici non più utilizzati (gran parte già abbattuti) e alcune zone cementificate in disuso (piazzali e stradine asfaltate).

Complessivamente il piano prevede la trasformazione in “naturali” di 17 ettari occupati da asfalto e cemento a fronte di circa 7 ettari di verde che saranno occupati dalle nuove costruzioni.

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