La protesta
Una nazionale pisana di canottaggio per un futuro di rilancio del galeone rosso
Dopo l’ultima edizione della regata che ha visto l’equipaggio rossocrociato chiudere all’ultimo posto a 14 secondi dai padroni di casa vincitori
PISA. Un progetto sportivo che coinvolga tutte le società remiere di Pisa e provincia in grado di ridurre l'attuale gap del galeone rosso rispetto alle altre Repubbliche in ottica 2022 quando la sfida tornerà in Arno. Questo il messaggio che arriva da Alessandro Simoncini, ultimo direttore tecnico vincitore della regata nel 2006, 2009 e 2010, dopo l’edizione genovese che ha visto l’equipaggio rossocrociato chiudere all’ultimo posto a 14 secondi dai padroni di casa vincitori.
«È del tutto evidente guardando anche cosa hanno fatto ad esempio Genova e Amalfi – spiega Simoncini – che in questa competizione ormai diventata di assoluto livello non solo nazionale, la programmazione sia fondamentale. Programmazione sulla base di un progetto che coinvolga le tante e validissime società di canottaggio della nostra provincia. Magari partendo dai giovani, tasto dolente dell’ultima edizione visto che nella regata under 20 che aveva preceduto quella dei galeoni Pisa non ha presentato alcun equipaggio».
Il galeone rossocrociato ha avuto il suo momento di splendore tra il 2005 e il 2011 collezionando tre vittorie e tre secondi posti. Un dominio quasi assoluto del cosiddetto “dream team”, considerando che nel 2008 ad Amalfi il successo di Venezia venne assegnato con un fotofinish artigianale che beffò Pisa chiaramente vincitrice e l'edizione di Venezia venne annullata con il galeone rosso favoritissimo per un clamoroso errore di posizionamento delle boe lungo il percorso. In quegli anni i protagonisti erano gli olimpionici Pettinari e Agamennoni insieme ai pisani Bertini e Tonini solo per citarne alcuni. Per ritornare a quei livelli, secondo Simoncini attuale tecnico tra l’altro della Barca Rossa di San Ranieri, il progetto sportivo deve adesso tenere il passo rispetto agli investimenti messi in campo da Palazzo Gambacorti.
«Ai tempi in cui ero allenatore – ricorda – avevamo un grande equipaggio ma per il resto dovevamo arrangiarci. Adesso l’amministrazione comunale ha investito, ad esempio nell’acquisto dei nuovi remi del galeone (e anche delle barche del Palio), nel capannone in Darsena che sarà il punto di riferimento del canottaggio a sedile fisso, sforzi davvero importanti e concreti che devono però produrre un equipaggio competitivo visti ormai i valori assoluti delle altre Repubbliche».
Equipaggio che dovrebbe essere una sorta di Nazionale della provincia. «Con una forte base pisana – sottolinea Simoncini – che storicamente è sempre stata l'arma in più dei successi del galeone pisano. Con il coinvolgimento delle tante forze giovani e promettenti espressione del ricco panorama remiero delle società di Pisa e della sua provincia».
Un progetto a medio termine anche se nel 2022 la regata vedrà come sede proprio la nostra città (probabilmente a settembre dopo una edizione a giugno ad Amalfi). «Intanto pensiamo a mettere in campo un progetto che riporti entusiasmo – conclude Alessandro Simoncini – e che soprattutto faccia del galeone una aspirazione per tanti giovani che stanno remando nelle nostre società. Attraverso un lavoro di squadra in cui si può contare su strutture di allenamento all’altezza delle aspettative».
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