Gioco
Cagnolina precipita in un crepaccio di 15 metri, odissea per recuperarla
I vigili del fuoco hanno lavorato per ben 24 ore. Salvataggio complicato attraverso una grotta parallela
VECCHIANO. Una vera impresa che ha del miracoloso, quella che ha permesso di trarre in salvo Lula, una cagnolina Jagdterrier di dieci mesi, precipitata in un crepaccio profondo una quindicina di metri, attraverso una buca stretta e quasi invisibile dal terreno soprastante. In tutto, i vigili del fuoco della sede centrale del comando di Pisa hanno lavorato nell’arco di quasi ventiquattr’ore, dal primo pomeriggio di giovedì 30 dicembre alle 14.15 circa di venerdì 31, con una sosta notturna ma già con la previsione di dover intervenire anche nella giornata di ieri, 1° gennaio, se la situazione non si fosse risolta; per fortuna, non ce n’è stato bisogno.
Grazie alla loro professionalità e conoscenza, con un sistema di “vasi comunicanti”, attraverso una grotta parallela i vigili del fuoco sono riusciti ad arrivare a fianco della buca in cui si trovava Lula e rompendo un pezzo di roccia l’hanno agguantata e tratta in salvo.
Un’impresa avvenuta nei monti pisani sopra Vecchiano, sopra le cave, con l’impiego di personale specializzato in tecniche Saf (speleo alpino fluviale) e con l’utilizzo anche di attrezzature Usar (acronimo di urban search and rescue, ricerca e salvataggio in ambiente urbano): insomma, una sinergia che ha permesso ai proprietari di Lula di poterla riabbracciare sana e salva, dopo 24 ore in cui non ha potuto né bere né mangiare.
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Tutto ha inizio giovedì. Lula era con il proprietario, il signor Michele Altini, appassionato di caccia, sopra le cave di Vecchiano. Ultimo giorno di caccia al cinghiale, una girata esplorativa con alcuni amici; d’improvviso, Lula sparisce, precipitata in una buca larga in superficie non più di trenta centimetri. «Sul momento – racconta Michele – nessuno pensava all’odissea che avremmo dovuto affrontare per recuperarla. Erano circa le 14: ci siamo avvicinati all’ingresso della buca, che in realtà è una specie di lungo crepaccio, e dopo poco ci siamo accorti che da soli non potevamo farcela; ho provato sul momento a vedere di passare da una grotta a fianco, ma niente, troppo complicato. Allora ho chiamato i vigili del fuoco, gli sono andato incontro: la zona dista una quindicina di minuti da dove si possono lasciare i mezzi. E così, per portare l’attrezzatura hanno dovuto fare un cammino di un quarto d’ora a piedi. Posso sintetizzare e dire che sono stati eccezionali, perché quello che hanno fatto meriterebbe un libro. Con le sonde, prima di un tipo poi di un altro, hanno ispezionato l’area, capito qual era l’approccio migliore. Nel pomeriggio e fino a quando è stato possibile operare del primo giorno, giovedì, hanno individuato la grotta migliore che arrivava più vicino a quella dov’era Lula, che poverina si faceva sentire, abbaiava e a modo suo faceva strada. È andata bene che da alcuni giorni non pioveva, altrimenti se ci fosse stata l’acqua negli anfratti non ci sarebbe stato niente da fare».
Già il primo giorno, un vigile del fuoco resta per un’ora e mezzo dentro a una grotta parallela, un tempo infinito. Quando risale, fa il quadro della situazione. Serve una sonda diversa, serve un’attrezzatura diversa. Appuntamento a venerdì mattina, alle 8. «Ci siamo ritrovati – racconta ancora Michele – e la squadra dei vigili del fuoco si è calata fino ad arrivare vicino a Lula, sette metri in verticale, sei in orizzontale; è stato anche necessario rompere un diaframma di roccia, alla fine verso le 14.30, quindi 24 ore dopo, Lula era di nuovo in superficie; quando l’ho vista, è stata una gioia immensa. Non so come ringraziare i vigili del fuoco, ripeto, sono stati eccezionali, professionali al massimo, di enorme disponibilità e umanità».
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E Lula? Adesso, nonostante la caduta e i disagi, sta bene. Una curiosità. Perché quel nome? «Siamo una famiglia di interisti, io e i miei due figli – aggiunge Michele – quando l’abbiamo presa, gli attaccanti dell’Inter erano Lukaku e Lautaro, definita sui giornali la coppia Lula, e mio figlio più piccolo l’ha chiamata così in loro onore». Lukaku non c’è più (anche se ha dichiarato che vorrebbe tornare all’Inter), per ora l’unica Lula rimasta è la cagnolina di Vecchiano salvata grazie a un’autentica impresa dei vigili del fuoco di Pisa, che Michele tramite Il Tirreno intende ringraziare.
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In generale è stato un impegno collettivo dell’intero comando dei vigili del fuoco di Pisa a far sì che la cagnolina Lula sia stata portata in salvo. Ecco comunque i cinque che nella giornata di venerdì l’hanno riportata in superficie: Luigi Lera, Francesco Bernieri, Federico Zanchi, Michele Carlini e Riccardo Bizzarri.
M.B.
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