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corte dei conti 

Imprenditore condannato a risarcire 200mila euro

Pietro Barghigiani
Imprenditore condannato a risarcire 200mila euro

L’ex titolare di una società di riscossione tributi deve la somma a un Comune. Contestato il danno d’immagine dopo quello patrimoniale per i soldi spariti

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Pisa. Una vecchia storia che torna attuale con una sentenza della Corte dei conti nei confronti di un imprenditore pisano che negli anni è riuscito a collezionare denunce e condanne a cascata per l’attività della sua azienda, la Digep Srl di Ospedaletto. Il settore era quello della gestione degli incassi di tasse e tributi locali per conto dei Comuni. E quando i soldi anziché finire nelle casse degli enti pubblici avevano preso l’indirizzo di quelle personali del titolare della società, era iniziato il tiro al bersaglio con le denunce per peculato. L’ultima sentenza per Massimo Manzerra, 78 anni, di Pisa, arriva dai giudici contabili. Lo hanno condannato a risarcire il Comune di Lastra a Signa per danno erariale di immagine. Per il danno patrimoniale verso il municipio fiorentino (560mila euro, ndr) la Corte dei conti si era pronunciata nel 2020. Ora il secondo verdetto che segue la sentenza definitiva a 4 anni e 2 mesi per peculato.

«Nel caso in esame Manzerra – scrivono i giudici - si è dolosamente e reiteratamente appropriato delle somme versate dai contribuenti, abusando del rapporto di servizio instaurato in virtù dell’atto concessorio del servizio di riscossione dei tributi. È evidente, pertanto, che il danno all’immagine sofferto dall’amministrazione sia causalmente riconducibile alla sua condotta criminosa, portata avanti per un intero triennio (2009-2011). In ordine al quantum, avuto riguardo alla gravità ed alla reiterazione della condotta criminosa, all’estrema intensità del dolo ed alla vastissima eco avuta dalla vicenda sulla stampa locale si ritiene che il danno debba essere determinato in complessivi 200mila euro come richiesto dalla Procura erariale».

Manzerra, nel ruolo di legale rappresentante della società Digep Srl, agente della riscossione del Comune di Lastra a Signa, nel triennio 2009 – 2011 «si sarebbe impossessato delle somme versate dai contribuenti a titolo di imposta sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni, nonché di tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche».

Un comportamento ripetuto anche in altri Comuni del nord e del sud Italia.

Pietro Barghigiani

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