Attenzione
«Gagno non è l’ideale per il centro sportivo»
Il gruppo consiliare Diritti in comune sul progetto del Pisa Sc: elimina gli spazi previsti dal regolamento per la pubblica utilità
PISA. «Un intervento da ripensare in un luogo più adatto». Sul progetto di centro sportivo del Pisa Sc, a Gagno, arriva la presa di posizione del gruppo consiliare Diritti in comune (Rifondazione, Possiubile, Una città in comune). «La scheda norma che specifica le previsioni per l’area agricola di Gagno situata tra il cimitero di via Pietrasantina, il Tumulo etrusco e il parcheggio scambiatore prevede un parco urbano ed una grande area di verde sportivo – si legge in una nota –. Ben venga quindi l’idea di realizzare un centro sportivo (calcistico) funzionale alla squadra cittadina e magari utile anche al quartiere, integrata in un bel parco urbano che colleghi le aree monumentali del cimitero storico di via Pietrasantina e il tumulo etrusco attualmente sottoutilizzato nonostante il suo valore archeologico».
«E invece, non senza stupore, abbiamo appreso – prosegue il gruppo consiliare – che il progetto presentato prevede di inzeppare letteralmente l’area, fino all’ultimo metro quadro, di campi e parcheggi, compresi gli edifici evidentemente necessari. Ma se erano necessari così tanti campi e così tanti parcheggi (lo sono?) perché non si è pensato ad utilizzare un’area più grande magari non in mezzo a case e monumenti? Non solo, l’area sarà completamente recintata, con ingressi regolamentati: esigenza comprensibile, ma questo pone inevitabilmente fine a qualsiasi idea di pubblica utilità e fruizione e di creazione di percorsi verdi di collegamento tra il grande hub turistico e il prezioso bene archeologico».
«Questo masterplan – prosegue la nota – non rispetta le previsioni contenute nella scheda del Regolamento Urbanistico, per cui si dovrebbe procedere ad una variante per realizzarlo. Noi pensiamo, invece, che per questa area vada attuato quanto previsto dal Ruc, ovvero un grande parco con all’interno un asse verde largo almeno 15 ml intorno al quale si sviluppano le aree verdi, ed impianti sportivi sul lato di via San Jacopo. Non sottovalutiamo nemmeno l’impatto che l’operazione avrebbe sulla regimazione delle acque del quartiere. L’area agricola infatti attualmente è leggermente più bassa del resto del quartiere e in caso di piogge intense funziona da “vasca” di accumulo delle acque che poi vengono lentamente assorbite. Ma quando sarà in buona parte impermeabilizzata (edifici, parcheggi e campi sintetici) cosa accadrà alle acque in eccesso? Dove saranno smaltite?».
«La nostra illusione – è la conclusione – era che fosse possibile coniugare le diverse esigenze così come prevede la scheda norma del Piano Operativo, ma se così non è va ripensato l’intervento in un luogo più adatto».
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