Il Tirreno

Pisa

con il contributo della fondazione pisa 

Monumento ai Caduti di Calci inaugurazione dopo il restauro

Monumento ai Caduti di Calci inaugurazione dopo il restauro

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CALCI. Taglio del nastro per il restaurato Monumento ai Caduti di Calci nella Grande Guerra alla presenza del sindaco Massimiliano Ghimenti e della giunta municipale, dell’ingegner Stefano Carani, membro del Cda di Fondazione Pisa e dei restauratori che hanno curato i lavori di restauro. Hanno partecipato anche gli uffici comunali che hanno seguito il progetto, la Polizia municipale, il maresciallo della stazione locale dei carabinieri, Evio Bertolini, presidente Anpi Calci, e don Antonio Cecconi.

L’ente della Valgraziosa aveva partecipato ad un bando della Fondazione Pisa per l’assegnazione di contributi su progetti nel settore dei beni culturali. Nello specifico, così come spiegato dai restauratori, «oltre alla rimozione di muschi e licheni e dei danni provocati dall’usura del tempo e delle condizioni atmosferiche, è stata ripulita la superficie lapidea al fine di rimuovere depositi superficiali e parti di cemento incongrue. Dopo di che i restauratori hanno stuccato lacune, fessure e commentature, azioni propedeutiche al protettivo finale idrorepellente che ha completato definitivamente il restauro della statua. Il tutto sotto la supervisione e la direzione della Sovrintendenza di Pisa».

«Importante sottolineare – ha precisato la restauratrice Silvia Bartalucci della Arterestauro di Federico Gelli e Silvia Bartalucci – la ricostruzione sulla pietra dei caratteri mancanti facendo notare la diversità dall’originale rispetto all’intervento realizzato. Per rendere questo effetto abbiamo utilizzato calchi con delle gomme siliconiche e resina liquida insieme a terre colorate: in questo caso nero e blu per ottenere un colore, leggermente sotto tono rispetto all’originale, simile al piombo».

A concludere il sindaco Ghimenti: «Come ho più volte detto, la memoria senza gesti concreti e con l’abbandono dei suoi luoghi simbolici rischia di essere solo retorica. Ringrazio i nostri uffici per questo lavoro e gli enti finanziatori, in questo caso la Fondazione Pisa, perché, senza dubbio, ricevere un contributo permette di scalare le priorità ed effettuare più interventi. Ringrazio in particolare l’ingegner Carani per le parole spese e per il lavoro portato avanti».

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