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L’ultimo strazio per Verdigi ormai è in coma irreversibile
Il papà dell’eroe Marco Domenico non si è ripreso dall’emorragia cerebrale Non ha mai reagito alle cure, i medici escludono che possa recuperare
san giuliano. Nessun segnale di recupero. Il corpo non risponde più. Respira e il cuore batte. Stop. Assente l’attività cerebrale.
Andrea Verdigi, 70 anni, di San Martino Ulmiano, è entrato nel tunnel senza ritorno del coma irreversibile. I medici hanno spiegato ai familiari che non ci sono più possibilità di un recupero per l’uomo che suo malgrado è diventato il simbolo di come un genitore possa resistere allo strazio più grande, sopravvivere a un figlio.
Verdigi si è sentito male a Milano mentre era ospite della sorella Fiorella e del cognato Carlo. Un’emorragia cerebrale anticipata da un mal di testa che non dato il tempo ad Andrea di accorgersi della gravità del malore che lo aveva colpito. La corsa in ospedale, i primi esami e poi il ricovero in terapia intensiva senza aver mai ripreso conoscenza. Le cure non hanno sortito alcun effetto. Il corpo di Verdigi è rimasto refrattario a qualunque sollecitazione sanitaria. E ieri i medici sono stati costretti a dichiarare lo stato di coma irreversibile.
Una notizia che ha caricato di sgomento la comunità sangiulianese non solo per la sorte avversa capitata a Verdigi. È l’accanimento del destino a rendere il dramma familiare un dolore collettivo.
Andrea e Carla, scomparsa per un malore improvviso a settembre, dall’agosto 2004 vivevano nel ricordo dell’unico figlio Marco Domenico, un eroe civile che a 23 anni non esitò a buttarsi in mare per salvare due bimbi che stavano annegando. Riuscì a salvarli entrambi, lui fu vittima del suo altruismo. E quel giorno di agosto di 17 anni, era il 21, hanno iniziato un po’ alla volta a morire anche loro.
P.B.
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