Gioco
Alle Officine Garibaldi un’altra panchina rossa contro i femminicidi
Amanda Fincatti
pisa. Un gesto simbolico che vuole trasmettere un preciso messaggio: la violenza maschile contro le donne è ripugnante e deve fermarsi. In ricordo di quelle donne che non ci sono più, perché vittime di femminicidio, è stata inaugurata un’altra panchina rossa a Pisa. La cerimonia nello spiazzo davanti alle Officine Garibaldi di via Gioberti è stata promossa grazie al patrocinio della Provincia di Pisa che ha accolto positivamente la richiesta avanzata dall’associazione “Pugliesi a Pisa” in collaborazione con la Casa della Donna e la scuola di danza “E. Ghezzi”.
«Sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violenze subite dalle donne e sulla tragedia del femminicidio è il principale scopo di questa iniziativa», osserva la presidente dell’associazione Mafalda Inguscio. In occasione dell’evento è stato esposto il quadro “Le parole del silenzio”, dell’artista Giovanna Rasario, ed è seguita la coreografia intitolata “Non urlare”, interpretata dalle allieve della scuola di danza pisana. «Le donne non sono sole – ha sottolineato Carla Pocchini della Casa della Donna –. Questa dovrebbe essere una solida garanzia che tutela le vittime di violenza».
I centri antiviolenza, sia tramite il telefono Donna che gli sportelli presenti sul territorio, si impegnano alla realizzazione di questo obiettivo. «Il sostegno e il supporto della rete familiare e della comunità in generale sono altrettanto indispensabili perché le vittime intravedano una possibilità di uscita dalla realtà di maltrattamento in cui vivono», osserva Pochini. Sensibili e vigili. Essere in grado di ascoltare e, soprattutto, di cogliere anche il non detto, può salvare la vita di molte donne che si trovano in contesti violenti che lasciano loro poche speranze di liberarsi dalla piaga. Meno di un mese fa una panchina rossa è stata inaugurata anche all’ingresso 2 dell’ospedale di Cisanello. La responsabile del Codice Rosa dell’Azienda ospedaliera, dottoressa Mojgan Azadegan, presente alle Officine Garibaldi, ha raccontato la fatica spesa nel gravoso impegno affrontato quest’anno al pronto soccorso. Solo nei primi sei mesi sono stati 70 gli ingressi in corsia di donne fisicamente aggredite da uomini che spesso coabitano la stessa casa. «Siamo stanchi di riportare i dati riguardanti i casi di maltrattamenti che arrivano da noi. Comunicare questi numeri è sempre doloroso. Rimane inalterato, perciò, il bisogno d’intervenire e di prendere dei provvedimenti risolutivi».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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